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1961
ZIO PAPERONE IN:
BRIVIDI ALL'EQUATORE
Voto: **½
Disegni di LUCIANO
GATTO; TL 283 (30/4). Tav: 31; col-b/n.
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; Banda Bassotti; Jacinto Pesos e i suoi esperti.
Rist: AR 599[con copertina di
GIUSEPPE PEREGO dedicatale](1/5/1966)[col-b/n]; CWDNS 52/PAPERONE E LA CACCIA AI
DOLLARI (4/1981)[col-b/n]; GC 212[come storia Superstar](7/2004)[col-b/n]. E' inoltre scaricabile (nella
versione d'esordio) dal sito di LUCIANO GATTO.
Art: RODOLFO CIMINO[I DISNEY
ITALIANI](10/1990)[piccolo trafiletto dell'indice di ALBERTO
BECATTINI; la storia è menzionata come ZIO PAPERONE IN 'BRIVIDO ALL'EQUATORE']; GEMME ESTIVE[GC 212](7/2005)[art. - forse di LUCA BOSCHI - di presentazione alle storie Superstar]; UN ANNO IN PRIMA PAGINA[TOS 1961](27/6/2005)[cronologia - ad opera di MASSIMO MARCONI, dei numeri di TL del 1961];
CIMINO: UN MAESTRO VENEZIANO A NAPOLI[TOS
1965](25/7/2005)[art. di LUCA BOSCHI]; "LA SCRIVO, LA INCHIOSTRO..." - LO STRANO CASO DEL VISIR DI PAPATOA[MD 31](1/2006)[art. di LUCA BOSCHI]; DALLE
CHINE... AI TAPIRLONGHI[MD 35](1/2008)[art. di cui nel volume non è riportato l'autore]; RODOLFO CIMINO, INVENTORE DI STORIE[MD
35](1/2008)[art. di ALBERTO
BECATTINI]; DA VENEZIA A PACIFICUS[TESD 1](1/2009)[art. di LUCA BOSCHI].
Tredicesima avventura disneyana disegnata da LUCIANO GATTO, è una delle storie più o meno caratteristiche del primo periodo ciminiano, in cui, al posto dell'avventura pura, CIMINO insiste e incentra massicciamente l'azione sulle macchinazioni della Banda Bassotti ai danni di Paperon De' Paperoni. Questa
storia per certi versi infatti annuncia il filone ciminiano prettamente investigativo condotto dagli ineffabili Qui Quo Qua. Nel caso dei BRIVIDI ALL'EQUATORE l'ambientazione è esotica, ma le caratteristiche che ho citato si trovano - ancora più insistite - in storie meno "esotiche" come PAPERINO E L'OPERAZIONE "DIECIMILA"
o in PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO, ambientate all'interno del deposito di Paperone, o
in PAPERINO E LA VERNICE INVISIBILE (1961)[a fondo pagina]. In queste prime storie lo stile introspettivo di CIMINO non è naturalmente quello definitivo.
In BRIVIDI ALL'EQUATORE Paperone non partecipa attivamente all'azione; Paperino - caratterizzato come in quel periodo facevano sia CIMINO, sia altri autori - ha, portato all'eccesso, il ruolo dell'imperterrito combinaguai e dell'irrecuperabile fanfarone che agisce in
maniera sproporzionatamente avventata e troppo poco soppesata; ma Qui Quo Qua saranno i soli (come nelle altre storie ciminiane di questo
periodo) a risolvere il guaio che affligge la baia di Paperone, rigirando a vantaggio dello Zione persino la catastrofe provocata da Paperino.
In questa storia Zio Paperone possiede la costa - pare - nord dell'Isola di Halmahera (isola che esiste veramente, la
maggiore dell'arcipelago delle Molucche, chiamata anche Jilolo o Gilolo), "la perla delle Molucche, la patria dei garofani e dei
manghi", (allora le Molucche, conosciute nel resto del mondo come "isole delle spezie", erano ancora un'unica provincia indonesiana, mentre adesso son
divise in 2 province), in cui ha impiantato una rete di alberghi che prospera per merito del tepore delle acque della baia; situazione
differente vive il proprietario della costa sud dell'isola con relativi alberghi, il miliardario messicaneggiante (con tanto di sombrero)
Jacinto Pesos (un personaggio un po' di routine mai più ripreso), il quale prende a cuore l'idea di
far abbattere la crisi sulla zona di proprietà dello Zione. Per far questo si serve della collaborazione dei Bassotti (che tutto sommato nella
storia compaiono poco), che, col loro speciale apparecchio sottomarino - fornito di sega - trasportano ghiaccio dal Polo alla costa paperoniana
di Halmahera, in modo da far abbassare la temperatura dell'acqua nella baia di Paperone e far riversare i clienti di
quest'ultimo negli alberghi di Pesos.
Da notare che, all'inizio - vedi sopra - Paperone si trova in un ufficio, ma non ci è dato sapere se sia il suo deposito o una delle sue tante abitazioni;
comunque compaiono i consueti mucchi di denaro.

Qui sopra, il sottomarino dei Bassotti (notare le scritte). Il battello di Paperone - utilizzato dai nipoti per le indagini - si chiama "Paloma".
Qui sotto, il risoluto confinante di Paperone, Jacinto Pesos. Per invogliare i suoi esperti a trovargli metodi per neutralizzare Paperone, si serve di una tigre. Da notare la scritta "1 peseta" sulla scrivania di Pesos contrapposta al "1 dollar" su quella di Paperone. Ma la peseta è la moneta di Spagna e Andorra, mentre quella messicana dovrebbe essere il "peso", come suggerisce anche il cognome di Jacinto.
Notevoli - e qui sotto è possibile ammirarne una - sono le visioni "beate" di Paperone in cui il suo fastidioso nemico si trova nelle condizioni peggiori, mentre Paperino
architetta una delle sue solite pensate,accompagnate da una smisurata dose di orgoglio.

Mi verrebbe voglia di fornire l'ultima immagine (degna fine di cotanta storia), per me irresistibile, ma non vorrei rovinare la lettura a chi non ha mai avuto sotto mano questa
storia.
I numeri che appaiono nei cartelli dei Bassotti (che in questa storia sono in 3) sono:
31-616 e altri 2 di cui non si intravedono tutte le cifre: 72-32(...) e (...)6-15.
Ricordando il Premio Papersera 2007 - consegnato a CIMINO ancor prima che
compisse 80 anni - LUCIANO GATTO (premiato nella stessa occasione in qualità di diegnatore
dell'anno) ha inserito nel suo sito le pagine di ZIO PAPERONE IN: BRIVIDI
ALL'EQUATORE [link] (è qui che me la sono procurata per la prima volta), indicandola come "la prima storia scritta da Rodolfo
Cimino", ma sappiamo che la faccenda è abbastanza controversa: questa
stessa storia, per ammissione di CIMINO, è stata scritta dopo PAPERINO E IL CANE DOLLAROSUS[vedi piu giù](che lui indica come sua prima sceneggiatura), tuttavia è stata pubblicata prima.
Da ricordare, infine, che Cimino non ha scritto la sceneggiatura di questa storia in collaborazione con la compianta ELISA PENNA: quest'ultima si è limitata all'editing., come anche nelle altre storie del periodo
attribuite per anni a una presunta collaborazione CIMINO-PENNA (è una notizia comunicatami
personalmente da LUCA BOSCHI, anche se
già pubblicata su FUMO DI CHINA 171).
Riguardo le possibili censure e/o modifiche d'ogni sorta apportate a questa storia nelle varie ristampe, non so niente, dato che la versione della storia che posseggo è appunto
quella originale. Qualora incorrerò in qualcuna di queste modifiche (ma è più probabile che mi siano riferite da qualcun altro) lo segnalerò subito.
Frasi peculiari:
Zio Paperone: O dolce mia Halmahera
a te viene chi spera
di ritemprare la mente
fra il verde e la
brughiera... Ah! Mi sento poeta!
Zio Paperone ai nipoti: Sono in vena di grandezze, oggi! Su, non abbiate timore!
Se avete fame, andate pure in cucina e
preparatevi quanti panini di pane
volete!
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PAPERINO E
IL CANE DOLLAROSUS
Voto: ***
Disegni di MASSIMO DE
VITA (e forse anche di PIER LORENZO DE
VITA);
TL 285 (14/5). Tav: 33; col-b/n.
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; il Cane Dollarosus; il Pellerossa Bill; Beppo, il noleggiatore di condor.
Rist: CWD 27/PAPERINO COCKTAIL (3/1968);
CWDNS 49/PAPERINO COCKTAIL[ristampa]*(1/1981); GC 211*[come storia Superstar](6/2004).
Art: DA CAROSELLO... AL TOPOLINO D'ORO[MD 6](11/1997)[art. di LUCA BOSCHI]; CHI E' RODOLFO CIMINO[ZP 163](4/2003)[art.di LUCA
BOSCHI](MOLTI PAPERINI FA...[GC
211](6/2004)[art. di LUCA
BOSCHI; mi par di ricordare che egli stesso tempo fa ha affermato che la firma "IL DIRETTORE" - nei primi numeri di GC con le storie Superstar - era impropria]; IL MONDO DI MASSIMO DE VITA[TOPOLINO - LA SAGA DELLA SPADA DI
GHIACCIO](26/11/2004)[art. di LUCA BOSCHI]; CIMINO: UN MAESTRO
VENEZIANO A NAPOLI[TOS 1965](25/7/2005)[art. di LUCA BOSCHI]; "LA SCRIVO, LA INCHIOSTRO..." - LO STRANO CASO DEL VISIR DI
PAPATOA[MD 31](1/2006)[art. di LUCA BOSCHI]; RODOLFO CIMINO, INVENTORE DI STORIE[MD
35](1/2008)[art. di ALBERTO BECATTINI]; DA VENEZIA A PACIFICUS[TESD 1](1/2009)[art. di LUCA BOSCHI].
Come sempre, nonostante che ai bordi della
foto a sinistra la storia sia indicata come scritta in collaborazione con ELISA PENNA, ciò è
inesatto poiché quest'ultima si è limitata all'editing. C'è da chiedersi, però, quanto questo abbia influito sulle prime storie di CIMINO, dato che nel tempo addirittura quest'editing si è trasformato in una doppia attribuzione!
I disegni, per ammissione di LUCA
BOSCHI, sono
effettivamente di MASSIMO DE VITA e non del padre
PIER LORENZO, che - sempre secondo BOSCHI - con tutta probabilità ha assistito
costantemente il figlio nella sua prima opera di
disegnatore disneyano (ma siamo proprio sicuri
che sia la sua prima opera?). Boschi dice inoltre:
"La somiglianza dei paperi del CANE
DOLLAROSUS con quelli delle storie di PIER LORENZO deriva dal fatto che MASSIMO aveva sotto
gli occhi le tavole e le pubblicazioni del padre, e
che certe espressioni e posizioni sono
riprese di peso da quelle, non concepita in
completa autonomia. Ma la legnosità dei personaggi, le difficoltà di impaginazione delle
vignette (con prospettive anche fallaci) e le differenze vistose fra i personaggi secondari di questa storia e di quelle di PIER LORENZO parlano da sole".
Con "prospettive fallaci" BOSCHI sembra si riferisca a MASSIMO,
comunque in campo Disney la prospettiva non è rispettata neanche da DE VITA padre; ma il
discorso fila, e mi sento di dover attribuire a MASSIMO anche ZIO PAPERONE E GLI ELEFANTI RAPINATORI (1963), che l'INDUCKS attribuisce invece a PIER LORENZO. Non ho ancora avuto sotto mano quest'ultima storia, ma la sola pagina di apertura fornita
dall'INDUCKS parla da sé.
E' poi interessante ricordare questo: "La storia, commissionata al padre, fu poi "passata" al figlio e consegnata in
redazione. E forse, c da hissà, il fatto avvenne senza nemmeno svelare l'arcano a Gentilini immediatamente", sempre riportato in maniera informale da BOSCHI e che io mi impegno a riportare in questa sede.
Questa sembra essere la prima storia in assoluto di CIMINO, nonostante che sia stata preceduta da ZIO PAPERONE IN: BRIVIDI ALL'EQUATORE. Il Maestro, ricordando PAPERINO E IL CANE DOLLAROSUS, dice così: "I tempi di pubblicazione erano lunghi. Quando ho mandato a TOPOLINO il soggetto della prima storia, ho aspettato mesi
prima di avere una risposta dal direttore". Dato che all'epoca di questa sua prima storia CIMINO continuava ancora a
inchiostrare, alla domanda di BOSCHI "Questo significa che all'epoca, non avevi ancora deciso
di dedicarti alla sceneggiatura?" CIMINO continua: "Non ero ancora certo che la storia
mi fosse accettata. Prima di avere una risposta dal direttore di Topolino, MARIO GENTILINI, ho dovuto attendere molti mesi e, nel frattempo,
ho continuato a inchiostrare. Stavo riflettendo su quale attività scegliere, quando mi è arrivato a casa l'assegno con il pagamento per la storia, che era stata ben accolta. Ammontava a ben
40mila lire che, all'epoca, erano bei soldi!".
Siamo di fronte a un punto importante, la prima grande storia del Maestro friulano, che dipinge una feroce presa in giro della missione di
Paperone, che troppo vuole ma riuscirà a stringere solo quel che già possiede: uno schema inflazionato ma qui impreziosito da una carica illuminante che rende il tutto una parabola dalle
connotazioni fiabesche.
CIMINO riprenderà grosso modo questo schema in ZIO PAPERONE E IL LEONE AUROFAGO, in cui però cercherà di differenziare alcuni
passaggi.
Il Maestro inventa un caratteristico animale fantastico, il Cane
Dollarosus (somigliantissimo al General Snozzie, the Official Junior
Woodchuck Bloodhound creato da CARL BARKS per la storia del 1958 - ma prodotta nel 1957 -
PAPERINO E LA DATA
TERRIBILE), che si troverebbe in un altipiano di una regione impervia dell'Africa.
I Paperi ricercano questo canide in base a una mappa rinvenuta in una grotta della "piccola isola del lago di
Paperopoli". In quest'isola vive (come si può vedere dall'immagine sopra) l'anziano Pellerossa Bill, il quale racconta a Qui Quo Qua di uno stregone della tribù africana dei Banta-Bantu che, fuggito duecento anni prima e rifugiatosi proprio in quel luogo, aveva portato con sè la mappa
con la descrizione del luogo ove vive questa razza speciale di cani, capace di fiutare (a mo' di cane da tartufo) tesori, anche a grandissima
profondità. Qui Quo Qua trovano, in una grotta - rifugio di pipistrelli e con il Cane Dollarosus graffito - un'anfora contenente una statuetta
raffigurante il Cane Dollarosus, contenente a sua volta la famosa mappa.
Ecco come i Paperi si recano in Africa (con un malandato aeroplano che Paperone definisce "l'apparecchio più
lussuoso di tutte le mie compagnie di aeronavigazione") e trovano un esemplare (l'ultimo?) della misteriosa razza canina.
Il resto, con Paperone che incita il cane a trovargli "il più grande tesoro che il mondo conosca", è da antologia, e mi limito a riprodurne alcune sequenze, come quella qua
sotto
(da notare l'espressione "barksiana" di Paperone nella seconda vignetta):

Il famoso finale in cui Paperino sentenzia rivolto verso il lettore:

Da ricordare che, alla fine, Paperone dice: "ho[...] sfondato il mio forziere" e in effetti si vede una specie di magazzino pieno zeppo di monete e sacchi di
denaro protetto da una parete blindata (è il famoso Deposito?): c'è però da chiedersi se la camera che si vede all'inizio della storia (con tanto di mitragliatrice incorporata
nella scrivania) si trovi nel medesimo edificio.

Riguardo le censure, io ho notato delle differenze nel lettering qui:
- 4a tavola: la didascalia nella 1a vignetta;
- 13a tavola: il "perbacco" nel fumetto del nipotino (ultima vignetta);
- 19a tavola: il fumetto di Paperone nella 3a vignetta (addirittura c'è uno spazio bianco);
- 24a tavola: "bestiolona" nel fumetto di Paperone nell'ultima vignetta (probabilmente sostituisce "bestiaccia").
Non so però se tutte queste siano già presenti nel numero di TL originale: cercherò di procurarmelo.
Un'ultima notazione, degna di nota: per salire sull'altipiano, Paperone e nipoti si servono di 2 condor (in Africa!) a noleggio.
Curiosità:
- nella 4ª vignetta della 9ª tavola i Nipotini, all'interno della grotta, ricorrono ad un Manuale.
- Zio Paperone conduce il Cane Dollarosus alla ricerca di tesori nella location di Papatoa ("agli antipodi di casa nostra", specifica Paperone), ove lo Zione ha dei possedimenti. Non viene specificato se si tratti di un'isola, comunque non si può essere affatto sicuri che sia lo stesso luogo in cui si svolge la vicenda PAPERON DE' PAPERONI VISIR DI PAPATOA (1962).
- Zio Paperone sarà alla prese con cani particolari anche in ZIO PAPERONE E L'ULULATO DELLA MONTAGNA (1999).
Frasi peculiari:
Paperino: Per fortuna che il cane ha capito subito che le patate sono più importanti di tutti i tesori della terra!
Zio Paperone ai nipoti (che vorrebbero assumere dei portatori per i bagagli):
E voi che studiate il latino non ricordate cosa diceva Cicerone? "Parsimonia magistrae vitae"! Eh, la parsimonia è una gran bella
virtù!
Zio Paperone: Oh, il mio cuore è felice! Oh oh, guarda come parte all'attacco il mio cuccioletto! Bravo!
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PAPERINO E
L'ORSO DEL KLONDYKE
Voto: ***
Disegni di GIOVAN BATTISTA CARPI; TL 286 (21/5). Tav: 30; col-b/n.
Pers: Paperino; Qui Quo Qua; Archimede Pitagorico; Edi; il professor Sapienzius e il suo orso Zenobio; il trapper Joe
Spingarda e gli altri membri del Circolo dei Cacciatori.
Rist: AR 609[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](10/7/1966); CWDNS 149/Risate di Primavera (4/1989)[col]; CAPD
17 (28/2/1994)[b/n]; R-CWDNS 7[col]; GC 191 (10/2002); DBIG 6*(10/2008)[col].
Art: LE STORIE DI G.B. CARPI[MD 8](3/1998)[cronologia con note - a cura di LUCA BOSCHI - delle storie di CARPI dal 1959 al 1963]; RODOLFO
CIMINO, INVENTORE DI STORIE[MD 35](1/2008)[art. di ALBERTO BECATTINI].

Son presenti rimandi a UNCLE SCROOGE IN
"BACK TO THE KLONDIKE" (ZIO PAPERONE E
LA STELLA DEL POLO - prodotta nel 1952 e pubblicata nel 1953 -, testo e disegni di CARL BARKS) in questa storia mozzafiato ambientata nella lontana regione
canadese. Queste reminiscenze del capolavoro barksiano sono riscontrabili nell'ambientazione abbinata alla presenza dell'orso (qui ingigantito da un
perfido scienziato pazzo) e in particolare in una sequenza legata proprio all'incontro dei Paperi con questo
essere, sequenza simile in tutt'e due le storie (nella ciminiana è però assente Zio Paperone.
Questa è la sequenza di ZIO PAPERONE E LA
STELLA DEL POLO:

Ed ecco la scena simile in PAPERINO E L'ORSO DEL KLONDYKE (si confrontino le sequenze dell'orso che viene richiamato da "qualcuno" e torna
indietro):

PAPERINO E L'ORSO DEL KLONDYKE,
nonostante queste somiglianze, ha però una costruzione e sviluppi del tutto differenti e che creano un microcosmo a sè stante e originale.
Come già detto, in questa storia Paperone è assente, ma la sua mancanza non si avverte: è sostituito egregiamente da Archimede
Pitagorico (che inventa un Paperino-radar per rintracciare Paolino) - accompagnato da Edi che dimostra un grande spirito d'iniziativa -.
Insieme, i Paperi e l'inventore indagheranno sull'inquietante mistero di un orso innaturalmente enorme nelle foreste del Klondike
(qui viene chiamato "Klondyke", ma penso si possa dire anche così, dato che in un'insegna nel film LA FEBBRE DELL'ORO di CHARLIE
CHAPLIN compare scritto in questo modo), su cui il governo ha stanziato dieci taglie da 5000 dollari.
Paperino viene a conoscenza di questa faccenda al Circolo dei Cacciatori (di cui è socio e che i Nipotini giudicano una sua "fissazione" - una
caratteristica questa tipica del Paperino barksiano - mentre Paperino la definisce "atavica predisposizione per il
safari"), raccontata da Joe Spingarda, il celebre trapper dell'Alaska che afferma di aver incontrato il temibile
orso.
Paperino, dopo aver bevuto il torcibudella di Spingarda ("una mistura di alcool ad alto potenziale nitroglicerinico di sicuro effetto energetico"),
in una crisi euforica sottoscrive l'impegno di catturare il famigerato animale.
Purtroppo si accorge del fattaccio la mattina dopo (immagine seguente). Da notare l'irresistibile soluzione gafica di
CARPI che - su indicazione di CIMINO?
- fa sfondare senza danno alcuno il muro all'allarmato Paperino:

Qui di seguito, invece, il Circolo dei Cacciatori (Joe Spingarda è quello col classico berretto di procione). Da notare nella prima
vignetta l'"originale" dispositivo per poter entrare al Circolo.

Mentre nel 1961 nella Val Grande avveniva l'ultimo taglio per diminuzione della domanda di legname, nel frattempo, nel Klondyke i
Paperi scorgono un mostruoso apparecchio (uno dei tanti creati da CIMINO nel corso della
sua carriera, come i fantasiosi mezzi di trasporto di Paperone) fornito di scure che abbatte gli alberi e ne nasconde i tronchi: è il primo passo che porterà i Paperi - con la collaborazione di
Archimede - a scoprire che l'orso che si aggira nelle foreste è solamente l'ultimo tassello di un folle progetto criminoso, con a capo le intenzioni distruttive del professor Sapienzius. Degne di menzione sono anche le extrapile al selenio, utilizzate da
Sapienzius.

In definitiva il tutto è un'ottima, epica e sana boccata d'aria, in cui gioca un ruolo importante l'assenza sia di Paperone che della Banda Bassotti, dando spazio
alla prima "interpretazione" importante ciminiana, da protagonista, di Paperino, armato del suo Express.
Degne di essere ricordate anche le scenette di Edi, che nella storia ha una parte non marginale:

Noto che forse per MD 1 (2/1997) GIOVAN BATTISTA CARPI ha realizzato un disegno ispirato a PAPERINO E L'ORSO DEL KLONDYKE, ma dovrei vederlo per maggior
sicurezza.
Quasi inutile ricordare che anche questa storia non è stata scritta da CIMINO in collaborazione
con ELISA PENNA, ma questa si è limitata all'editing.
Riguardo le modifiche a questa storia, ne ho avvistate su DBIG (sicuramente però erano già presenti in
ristampe precedenti):
15a tavola, 3a vignetta: il primo rigo nel fumetto di Archimede. E' probabile che il nome "Edi" sia stato appunto inserito successivamente in questa
modifica, mentre nell'originale era designato "semplicemente" come "l'aiutante di Archimede"; a sostegno di questa mia ipotesi, il fatto che successivamente (didascalia della 5a
vignetta della 23a tavola) verrà appunto indicato come "l'aiutante di Archimede". Anche in altre storie del periodo - comprese quelle non ciminiane -
era chiamato spesso così, insieme alla designazione "Edi".
Nella vignetta originale di PAPERINO E
L'ORSO DEL KLONDYKE, forse Archimede si limitava a commentare la discesa delle folaghe nel suo laghetto (nei pressi del suo laboratorio), e
"Edi" forse è stato aggiunto in seguito per non dare una valenza "schizofrenica" alla sua frase, per non far pensare che stesse parlando da solo. Se
è stato veramente così, è stata una modifica inutilissima;
- Forse è una modifica anche l'"asserragliati" della didascalia nella 2a vignetta della 15a tavola;
- 18a tavola, 1a vignetta: "riflettendosi sulla", al posto forse di rifrangendosi.
C'è un fatto strano riguardante il numero delle tavole di questa storia: su MD 8 è riportato che le tavole sono 34, ma sull'INDUCKS invece sono 30, ed è anche il totale delle tavole di questa storia su DBIG 6, che io posseggo. Sempre sull'INDUCKS però sta scritto che su CWDNS 149 e su R-CWDNS 7 il numero delle tavole è 34. Com'è possibile questo, dato che cose del genere succedevano solo quando si portavano nel formato tascabile storie dell'AT? Sicuramente si tratta di un errore, e probabilmente il totale delle tavole è effettivamente 30.
Curiosità:
- nella 2ª tavola Paperino ricorda ai Nipotini il loro proprozio Paper Smith (frase che riprendo nella citazione in basso).
Frasi peculiari:
Paperino: Infatti, fra i nostri illustri avi ci furono grandi cacciatori! Il vostro proprozio Paper Smith, ad
esempio, uccise 12 caribù con un sol colpo!
Nipotino: Vero, però fu un sol colpo di cannone!
Sapienzius (rivolto a Paperino): Osate legare il professor Sapienzius, re del Klondyke?! Ignoranti! E tu,
tu dal cui viso filtran le tenebre della più completa votaggine mentale, speri ch'io ti riveli il segreto delle
mie scoperte? Mai!!!
Infine, per ricordare sempre il grande GIUSEPPE
PEREGO, ecco il suo disegno - dedicato a PAPERINO E L'ORSO DEL
KLONDYKE - per AR 609 del 1966:
Per la pubblicazione sulla testata greca
Μίκυ Μάους (nel numero 31 del 1967), invece, è stata ripresa l'immagine di apertura della storia, coi colori dell'orso (e anche altri
particolari) differenti - tali da farmi ipotizzare che magari sia stata ridisegnata o "lucidata" o ricalcata, non saprei ed inoltre non sono esperto - e con la
posizione generale dei personaggi in maniera diametralmente opposta a quella originale.
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PAPERINO E
L'OSSO BRONTOSAURICO
Disegni di GIUSEPPE
PEREGO; TL 287 (28/5). Tav: 29;
col-b/n.
Pers: Paperino; Qui Quo Qua; Zio Paperone; il maggiordomo di Paperone; il cane.
Rist: AR 623[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](16/10/1966).
Non possiedo questa storia, dunque non posso al momento darne notizie dettagliate; in più, non sono neanche disponibili delle immagini da poter pubblicare.
Ripeto che neanche questa storia è stata scritta da CIMINO in collaborazione con ELISA PENNA (la quale s'è limitata all'editing).
Cito solo 2 cose che sono scritte sull'INDUCKS: nella storia è presente un cane con le fattezze di Lillo (che dovrebbe essere il figlio della coppia Lilli e il Vagabondo); e
poi una frase di cui non sono riuscito a capirne assolutamente il senso: "Alberto sarebbe naturalmente in realtà Battista" (il tutto riferito presumo al maggiordomo di
Paperone): che siano più chiari! Forse il senso è che colui che più o meno ha le sembianze di Alberto (il maggiordomo tipico delle prime storie anni 60
- specialmente dei BAROSSO), viene qui chiamato, come al solito, Battista. Non sono sicuro, però.
A quanto pare, il cane sottrae l'osso del titolo al museo.
Aggiungo solo che sarebbe ora che questa storia venga ristampata, dopo 43 anni!
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PAPERINO E
IL TRENO SCOMPARSO
Voto: ** ½
Disegni di MASSIMO DE VITA[LUCA BOSCHI segnala che è la prima
storia interamente realizzata da lui]; TL 289 (11/6). Tav: 33; col.
Pers: Paperino; Qui Quo Qua; Zio Paperone; Archimede Pitagorico; Edi; la Banda Bassotti; il commissario Basettoni;
Battista, al servizio di Paperone.
Rist: AR 605*[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](12/6/1966)[col-b/n]; GC 223*(6/2005).
Art: CIMINO: UN MAESTRO VENEZIANO A NAPOLI[TOS
1965](25/7/2005)[art. di LUCA
BOSCHI]; IL TRADIZIONALISTA INNOVATIVO[TOS 1972](12/9/2005)[art. di LUCA BOSCHI]; "LA SCRIVO, LA INCHIOSTRO" - LO STRANO CASO DEL VISIR DI PAPATOA[MD 31](6/2006)[art. di LUCA BOSCHI]; LA DINASTIA DEI VITA[MD 34](5/2007)[art. di LUCA BOSCHI]; RODOLFO CIMINO, INVENTORE DI
STORIE[MD 35](1/2008)[art. di ALBERTO BECATTINI]; IL PERSONAGGIO: FIRMINO[LGDDP 41](3/11/2008)[art. di
LUCA BOSCHI]; DA VENEZIA A PACIFICUS[TESD 1](1/2009)[art. di LUCA BOSCHI].
Segnalazione: sono sicuro delle modifiche su GC 223; ho messo l'asterisco anche su AR 605 perché constatando
dette modifiche penso proprio che comincino da lì.
E giungiamo adesso alla 1ª (di cui ELISA PENNA si
è limitata all'editing) storia di CIMINO con la pagina iniziale strutturata secondo la formula
dello splash panel, che serve a riportare in prima pagina un'immagine importante della storia o che ne sintetizzi l'essenza; in questo caso comunque CIMINO non allude a granché, ma si limta a costruire una vignetta che in un certo qual modo si coordina con quella
finale, indicando il treno come fulcro della vicenda (nota P.P. al posto del più famoso P.d.P.):

Lo sviluppo di questa storia (in cui CIMINO non ha ancora assunto lo stile definitivo) segue lo schema
investigativo già menzionato: difatti Paperone si trova di fronte a un enigma bell'e buono: la sparizione del proprio treno (ad opera di chi?...) che da Gold City trasporta il suo oro fino a Paperopoli.
Per cercare di risolvere il problema, il vecchio papero si rivolge al Commissario Basettoni: CIMINO (a meno che non sia una "correzione" di ELISA PENNA!) ha voluto prendersi delle libertà come aveva già fatto GUIDO MARTINA in TOPOLINO E I PENSIERI NEGATIVI (1957), dove
appunto Basettoni e Manetta risultavano essere "polizia di Paperopoli". Qui non c'è Manetta a causargli grane come
in TOPOLINO E LA DIMENSIONE
DELTA (1959) di ROMANO SCARPA, ma Basettoni - seguito dai suoi uomini e da Paperone - viene imprigionato comunque, stavolta ad opera dei Bassotti che lo rinchiudono in una cella del loro
covo.
Come sempre, a risolvere il tutto penserà l'assennatezza di Qui Quo Qua, che indagheranno coscienziosamente sulla sparizione dei treni e di Zio Paperone, mentre
Paperino al solito non si smentisce (non possiamo dar torto allo Zione della 2ª vignetta!)
Da qui apprendiamo che il destino dei componenti della Banda Bassotti (che hanno sui cartelli i numeri più disparati:
842-347, 27-194, 752-433, 352433, 253-181...) è quello del... riformatorio!:

In questa storia compare un uomo al servizio di Paperone di nome Battista (forse non
è il primo Battista; forse ne era apparso già uno in PAPERINO E L'OSSO
BRONTOSAURICO), ma è lontano anni luce dalla visualizzazione operata da GIORGIO CAVAZZANO; all'inizio Paperone è presentato in una stanza colma
di denaro con la scritta "deposito provvisorio"; appunto provvisorio, dato che, quando nella tavola successiva egli esce in strada, il suo non è il famoso
Deposito, ma sembra un palazzo
(il tizio con la faccia da segugio che è con lui è Battista):

Dall'ultima vignetta apprendiamo che è il giorno del compleanno di Paperino (di Venerdì 17: che caso!), e l'"invito a pranzo" annunciato da suo Zio Paperone gli riserverà delle sorprese.
Riguardo questa storia LUCA BOSCHI dice così, su TOS 1965: "Uno slittamento nella pubblicazione si verifica anche[prima aveva parlato di PAPERINO E IL CANE DOLLAROSUS, n.d.r.] con l'opera PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO, scritta da CIMINO e disegnata
da MASSIMO DE VITA. In questo caso, probabilmente interviene un certo scrupolo filologico
della redazione; dal momento che l'avventura si collega al compleanno di Paperino, si pensa di posticiparla in modo da farla coincidere con la prima settimana di giugno (la data di nascita
ufficiale del papero è il giorno 9). Questo lavoro di CIMINO[...] vede la luce sul n. 289, il primo tutto a colori del
settimanale".
Questa notizia sarà data per certa - dallo stesso BOSCHI - su MD 31: "Anche un'altra storia
di CIMINO-PENNA
"subisce" il medesimo destino di essere pubblicata dopo la data che la redazione aveva previsto in un primo tempo. Stavolta si tratta di una avventura realizzata nello stesso periodo della
precedente[PAPERINO E IL CANE DOLLAROSUS: vedi sopra, n.d.r.], ma con lo splash
panel-copertina, il primo di una sterminata serie. Il titolo è PAPERINO E IL TRENO
SCOMPARSO, disegnata di nuovo da MASSIMO DE VITA". Leggendo queste cose mi viene naturale chiedermi: ma allora qual è la 1ª storia di CIMINO?
Anche ammettendo che la sua 1ª sceneggiatura sia PAPERINO E IL CANE
DOLLAROSUS[vedi sopra], PAPERINO E IL TRENO
SCOMPARSO precede o no ZIO PAPERONE IN: BRIVIDI ALL'EQUATORE[vedi
sopra]? Si potrebbe creare un po' di confusione: ecco perché, per stilare questa cronologia, mi rifaccio alle date di
pubblicazione delle storie.
Riguardo la trama di questa storia, c'è da dire che il tema della sparizione dei treni è abbastanza sfruttato nel mondo Disney: ricordo TOPOLINO E LA GRANDE IMPRESA DI
"LASCIA O T'ACCOPPO" (1956) - capolavoro scritto da GUIDO
MARTINA per i disegni di GIOVAN BATTISTA
CARPI -, uscita 6 anni dopo l'opera di ARMIN JOSEPH DEUTSCH - insegnante di Harvard - A SUBWAY NAMED MÖBIUS, un racconto fantascientifico incentrato sulla sparizione di un treno; dopo PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO, sempre GUIDO
MARTINA torna sull'argomento sia con TOPOLINO E LA LUCE RIVELATRICE - del
1967, disegni di LUCIANO BOTTARO - (rititolata poi
TOPOLINO E IL MISTERO DEL TRENO SCOMPARSO) che con
TOPOLINO E I
TRENI SCOMPARSI (DISAPPEARING
TRAINS, codice: S 71049), quest'ultima l'adattamento di una trama fornita dal DISNEY STUDIO PROGRAM.
Dal canto suo, CIMINO recupererà in parte quest'argomento per la storia (prettamente investigativa) ZIO PAPERONE E I DIAMANTI GIGANTI
(1965, disegni di GIORGIO BORDINI), anche se a sparire non saranno i treni ma solo i diamanti che questi trasportano, appartenenti naturalmente a Paperone.
Il ruolo dei Nipotini in entrambe le storie è il medesimo, ed è interessante notare anche una similarità di sequenze. Sia
nel TRENO SCOMPARSO che nei DIAMANTI GIGANTI
Paperino non si dimostra granché d'aiuto, al contrario di Qui Quo Qua che lo chiameranno all'azione al momento opportuno.
Da notare la reazione di Paperino alla chiamata dei Nipotini nelle 2 storie. Ecco quella in PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO:

Ed ecco un'analoga scena in ZIO PAPERONE E I DIAMANTI GIGANTI:

Riguardo le modifiche, ne ho avvistate qui:
5ª vignetta della 5ª tavola: il "dite" nel fumetto di Paperone (probabilmente al posto di
"dica")
2ª vignetta della 27ª tavola: il "troppo"
nel pensiero del Nipotino ("E pensare che non posso troppo aprire il becco per dire ahi!"). Proabilmente al posto di "troppo" vi era "neanche",
dunque "E pensare che non posso neanche aprire il becco per dire ahi!".
Se era veramente così, il motivo della modifica sarà che i responsabili hanno visto che in realtà nel disegno
il nipotino apre il becco, dunque la frase sarebbe contraddittoria.
Quisquilie! Mi meraviglia che abbiano perso tempo ad operare questa assurda modifica, dato che tutti sanno che "aprire la bocca" (in questo caso il
becco) significa "non parlare", e in effetti il Nipotino non sta parlando, ma sta pensando.
Come già accennato, in questa storia è presente Archimede Pitagorico, accompagnato da Edi (che viene chiamato anche "l'aiutante"). L'inventore è
protagonista di una divertente sequenza di cui si intravede una sola vignetta nella tavola che pubblico qui sotto; comunque riporto l'intera scena nella sezione Frasi.
In questa tavola, Edi è alle prese con un gatto (ma di chi è questo gatto? Di Paperone?)

Frasi peculiari:
Zio Paperone (rivolto ai nipoti): Ragazzi, guardate la nuova invenzione di Archimede!
Un nipotino: Bene! Un radar potrà esserci utile!
Archimede: Radar?! Perbacco, è vero! Abbiamo reinventato
il radar!
Paperino (finito nella galleria sotterranea, covo dei Bassotti): Me sventurato! Son precipitato giù nell'inferno! Lasciatemi! Là sulla terra ho ancora tre
nipotini in tenera età cui provvedere!
Bassotto: Ah! Ah! Ci ha scambiato per
diavoli!
Paperino: Vi giuro, signor Belzebù, i miei nipotini mi avevano detto che nella galleria ci doveva essere la trappola dei
banditi! Non sapevo ci fosse la porta delle vostre tenute!
Infine, quando c'è l'occasione ricordo sempre l'operato di GIUSEPPE PEREGO. Ecco qui sotto la copertina di AR 605 del 1966 che PEREGO dedica alla
storia:

_______________________________________________
PAPERINO E
LA CURA DI BELLEZZA
Disegni di GIUSEPPE PEREGO;
TL 297 (6/8). Tav: 30; col.
Pers: Paperino; Qui Quo Qua; Paperina; Gastone; Nonna Papera; Zio Paperone; la Banda Bassotti.
Rist: AR 626[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](6/11/1966)[col-b/n]; GC
19 (1/1986).
Purtroppo non possiedo questa storia, dunque mi limiterò a dire (oltre al fatto che ELISA PENNA si è limitata all'editing) che lo splash panel d'apertura mi sembra del tipo che CIMINO continuerà a realizzare in seguito, di quelli che "immergono" in maniera ironica nell'argomento della
vicenda, spesso - sempre in maniera ironica - spiazzando un po' il lettore; il tutto a differenza di PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO, che tutto sommato raffigurava solamente un treno in corsa.
Gli splash panels sono ovviamente un'idea di CIMINO, dato che - sin dall'inizio - la sua forma
di sceneggiatura utilizzata non sarà quella scritta ma lo storyboard, con cui dà indicazioni ai disegnatori su come dev'essere secondo lui impostata la scena.
Riguardo la trama, riporto un iperbreve trafiletto dell'INDUCKS: "organizzata dai Bassotti", riferito ovviamente alla
cura di bellezza del titolo.
Tenterò di procurarmi questa storia; nel frattempo mostro il disegno che GIUSEPPE PEREGO stesso dedicherà a questa storia per AR
626 del 1966:

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