1961 - 2

                                1961



PAPERINO E 
LA VERNICE INVISIBILE




Voto: ***



                                                                 


Disegni di LUCIANO CAPITANIO; TL 298-299 (13-20/8). Tav: 50 (25+25); col.
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; la Banda Bassotti; Pluto; Archimede  Pitagorico; Edi; Battista, al servizio di Paperone; il medico, l'accalappiacani.

Rist: CWD 23/IL TRILIONE*(1966)[col-b/n]; CWDNS 41/IL TRILIONE[ristampa]*(1980)[col-b/n]; GC 253*(2007).
Art: UN ANNO IN PRIMA PAGINA[TOS 1961](27/6/2005)[recensioni di ANTONIO SECONDO, cioè MASSIMO MARCONI].






La 1ª tavola della 2ª puntata


A sorpresa, ecco che sull'INDUCKS è spuntata una spiegazione chiara - in un certo senso - di ciò che era scritto in inglese in forma non troppo limpida. Ecco la spiegazione:
"La sceneggiatura originale di questa storia, di 50 pagine, fu suddivisa in due parti dalla redazione con l'eliminazione di due vignette che sono state recuperate (da PEREGO) nella versione su CWD 23  e CD[CWDNS]41". A quanto leggo dalle segnalazioni in inglese, le 2 vignette perdute dovrebbero essere le prime 2 della 2a puntata.
Comunicatomi da GGG: "Nell'ultima pagina della prima parte la terzultima vignetta (quella con Pluto e Paperone) è allargata, con Qui Quo Qua aggiunti da Perego. Nella pagina dopo è invece pubblicata la penultima vignetta della stessa tavola (con Paperino chiuso nel covo dei Bassotti) allargata e posta all'inizio, in modo da occupare un'intera striscia. Il testo è modificato in "Per avvisare Zio Paperone devo uscire di qui! Ma come?...". Subito dopo c'è una nuova vignetta di Perego in cui Paperino inciampa, e poi si riprende con la vignetta di Paperino imbronciato".

Finalmente adesso sono riuscito più o meno a fare luce sulla faccenda. Innanzitutto non darei per scontato che le vignette ridisegnate da PEREGO siano quelle intenzionalmente pensate da Cimino e visualizzate da CAPITANIO, comunque ecco ciò che mi ha comunicato personalmente - e gli sono riconoscente per questo - MARCO BARLOTTI: "C'è una evidente lacuna nel progresso della storia: quando è che Paperino inciampa nel barattolo e si macchia di vernice? Oltre al fatto che di solito (onestamente, però, non sempre...) la seconda puntata inizia con una vignetta a piena pagina". Continua: "[...] siamo andati a trovare RODOLFO CIMINO a casa sua e ci ha mostrato la fattura, che precisava trattarsi di una storia in UNA puntata di 50 pagine...". Poi ha aggiunto: "Fossati assegnava una "collaborazione" per la sceneggiatura a ELISA PENNA, ma né CIMINOPENNA ricordavano niente del genere." Riguardo questa aggiunta, Boschi stesso mi aveva comunicato questo fatto, specificando - parole sue - che nessuna storia ciminiana è frutto della collaborazione CIMINO-PENNA.




Siamo alla 1a storia di CIMINO suddivisa in 2 puntate, distribuite in 2 numeri consecutivi di TL. Ricordiamo con piacere che CAPITANIO rende i paperi fortemente e perfettamente (e splendidamente, a mio giudizio - anche se questo periodo di Taliaferro a cui si rifà non è il mio preferito) taliaferriani, differenti dalle sue storie d'esordio, facendo diventare il tutto un - poco celebrato - elaborato gioiello grafico degno di COMIC ART (sono conscio però che questi disegni non sono per tutti i gusti: qualcuno li giudicherà un po' legnosi).
La storia è molto particolare. Le vicissitudini di Paperone alle prese con ingegnosi furti di denaro diventano più complesse, e gli sviluppi si fanno più articolati, preludendo le vicissitudini degli anni successivi, come quelle in ZIO PAPERONE E I RAGGI CATTURATORI (1967) o in ZIO PAPERONE E LE "AUROCORRENTI" (1969), o anche in ZIO PAPERONE E IL DENARO "ERRATICO", ove peraltro (in quest'ultima) sono simili le dinamiche della sparizione dei dollari: questi infatti si defilano dal deposito "autonomamente", anche se ciò che sta alla base di questa anomalia è del tutto differente.
Altre particolarità riguardano il contesto entro cui avviene la vicenda: "Ma che città è?" viene da domandarsi. Nella 2a tavola, Qui Quo Qua - appena usciti da casa di Paperino - passano di fronte alla casa di... Topolino!, come si vede anche dalla cassetta delle lettere. A salutarli vi è un festante Pluto. Una vignetta dopo, i 3 hanno già raggiunto il laboratorio di Archimede:
    


Qualcuno potrebbe allegramente pensare che Cimino abbia ripristinato l'antica Topolinopoli di TOPOLINO E LA DOPPIA VIGILIA DI NATALE (1955-1956), o un altro dei fantasiosi (e spesso anonimi) agglomerati in cui GUIDO MARTINA faceva abitare Topi e Paperi gli uni a qualche vignetta di distanza dagli altri, come in TOPOLINO E LE DELIZIE NATALIZIE, TOPOLINO E L'UOVO DI NATALE o TOPOLINO E L'ANNO DI UN SOLO GIORNO; e anche in storie non legate alle festività natalizie, come la già citata TOPOLINO E LA GRANDE IMPRESA DI "LASCIA O T'ACCOPPO"; si potrebbe pensare questo, tuttavia nella 3a tavola della 2a puntata ogni dubbio crolla: Paperino dice "Finalmente! Eccomi sulla strada per Paperopoli!".       
E' quindi tutto il frutto di un divertissement di CIMINO (o dell'editing di ELISA PENNA? -  che comunque non ha collaborato con CIMINO ma appunto si è limitata all'editing), in un periodo in cui ad ogni modo queste riunioni regolari degli universi topolinesco e paperinesco erano lì lì per concludersi. A tal proposito abbiamo già visto come CIMINO ha inserito, nel contesto paperopolese, il commisario Basettoni (PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO).
L'avventura della VERNICE INVISIBILE è incentrata sul disturbante tema dell'invisibilità, scatenato dall'invenzione casuale, da parte di Edi (chiamato anche "l'aiutante"), di una speciale vernice in grado di rendere invisibile ciò che viene con questa pitturato.
Edi rimane spiazzato da questa sua creazione (basata su una formula personale), essendo una vignetta prima in contemplazione dello sgabello da lui verniciato. Da notare l'antropomorfizzazione della lampadina, tramite il tracciato di una lineetta che produce prima una bocca sorridente e poi sconvolta (antropomorfizzazione del "viso" di Edi portata all'estremo da
LUCIANO GATTO in PAPERINO APPRENDISTA INVENTORE del 1980, su testo di BRUNO CONCINA, ma presente anche in ARCHIMEDE PITAGORICO E LA MACCHINA DEL TEMPO del 1960, disegnata da PEREGO su testo di CARLO CHENDI):


Questa tavola contiene anche il travolgente "Se vi prendo, ve ne do un fracco e una sporta!", tra i prodromi del futuro linguaggio "complesso" di Cimino. Già Guido Martina era da tempo nel campo di questo genere di linguaggio.


Ad impadronirsi della speciale vernice penserà la Banda Bassotti (senza gli usuali numeri sui maglioni), la quale ha in mente la rapina di tutte le banche della città. Prima di compierle, i Bassotti hanno però l'idea di fare delle capatine al deposito di Paperone, in cui, cosparsi della particolare mistura, operano il prelievo di parecchi sacchi di denaro dalla cassaforte (sopra di essa un cartello avverte: ''Guai a voi anime prave... - Dante''), lasciata aperta dal vecchio papero perché "se non sente il profumo dei dollari non riesce a dormire". Nonostante che Paperone sia preparato ad eventuali visite da parte di ladri lo spettacolo che gli si para davanti è del tutto originale. Egli pensa: "Mezzanotte! Mumble... l'ora dei ladri!" al posto di "l'ora dei fantasmi", ma a giudicare da quello che vedrà...
Compare anche Battista, col look completamente differente dall'omonimo di PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO[vedi più sopra]. L'accomodante medico che viene poi a visitare Paperone sarà co-protagonista di una divertente sequenza.





 La sequenza più irresistibilmente geniale della storia inizia quando Paperino - che dopo essersi nascosto in un sacco da dollari, si ritrova prigioniero della Banda Bassotti - si cosparge anch'egli della particolare vernice, divenendo a sua volta invisibile e riuscendo a fuggire dal covo dei fuorilegge.
Per tornare a Paperopoli, cerca di far fermare qualche automezzo, ma dimentica di essere invisibile, tant'è che viene investito da un furgone!




 

Affumicato dal tubo di scarico di un'automobile, ridiventa visibile, ma come!
Per rientrare in contatto coi parenti, si infila in un palazzo con la scritta "Paperon De' Paperoni & Basta - Società", dove si trovano Paperone e Qui Quo Qua, in una gag che è stata uccisa dalla censura:





Alla fine, Pluto avrà una parte importante: grazie ad uno stratagemma ideato dai "soliti" Qui Quo Qua, guiderà i Paperi all'inseguimento del pallone su cui sono saliti i Bassotti coi sacchi di denaro. Però non sarà il solo a guidarli: anche gli altri cani della città, attirati dallo "stratagemma" dei Nipotini, si lanceranno alla caccia del pallone (in una sequenza che per certi versi ricorda TOPOLINO E LA CASSETTA ELETTRONICA di BILL WALSH e FLOYD GOTTFREDSON). Il cane (bulldog?) che compare nella 1a vignetta (dal nome sulla cuccia apprendiamo che si chiama Fido) ricorda decisamente Butch, il nemico di Pluto nei cartoni animati e nei comic books americani (ci sono delle distrazioni nella colorazione, come si può notare):



 Riguardo un'altra cagnolina, invece, non ricordo se compaia in altri contesti, ma di sicuro una molto simile (Fifi the Peke) è in PLUTO FA IL DON CHISCIOTTE (1953; testo di DON CHRISTENSEN, disegni di PAUL MURRY).

 

Il finale della storia è molto martiniano: una pensata di Paperino si tramuta in un grosso guaio per Paperone, tant'è che questi afferra il nipote per il collo, e 'ultima vignetta parla da sé:






Infine, ecco qui un bello scorcio notturno di Paperopoli. Aguzzando la vista si notano le linee di contorno del pallone coi Bassotti, resi invisibili dalla vernice, che si apprestano ad intrufolarsi nel palazzo di Paperone:


Passando alle modifiche apportate a questa storia nel corso delle ristampe, devo dire che su GC 253 hanno fatto benissimo a recuperare l'originale e dell'ultima tavola della 1ª puntata e della 1ª tavola della 2ª puntata; ma per il resto sono state mantenute tutte le fastidiose censure che partono forse da CWD 23.
Ho notato censure e modifiche qui:


1ª puntata:

 5ª vignetta della 15ª tavola: "dite" al posto, sicuramente, di "dica"

6ª vignetta della 17ª tavola: "la ferale notizia", ma di questa non ne sono sicuro. 

5ª vignetta della 20ª tavola: "di noi perché"


Prime 2 vignette della 23ª tavola (ma forse queste sono presenti sin dalla 1ª pubblicazione): "elio" e "Paperon's Gas"

 

2ª puntata:

5ª vignetta della 3ª tavola (28ª contando l'intera storia): "Sbaraquack!" al posto sicuramente di un'imprecazione del tipo "dannazione!"

4ª vignetta della 5ª tavola (30ª contando l'intera storia): "Uno spazzacamino che mi chiama zio?!". Questa è la censura più palese dell'intera storia. Al posto di "spazzacamino", la frase originale è: "Ih, questa è nuova! Un negro che mi chiama zio?!".
(Comunicatomi da GGG).

2ª vignetta dell'8ª tavola - 33ª contando l'intera storia - (qua non ne sono affatto sicuro): parte del fumetto del personaggio a destra.

5ª vignetta della 21ª tavola (46ª contando l'intera storia): "nipote mio" nel fumetto di Paperone.

1ª vignetta della 23ª tavola (48ª contando l'intera storia): i punti esclamativi nel fumetto di Paperino, che sostiuiscono, forse, "che". La frase originale dunque probabilmente era: "Per fortuna che con tutta quell'acqua che c'è stata, il terreno è diventato un po' morbido!" A sostegno di questo, il fatto che addirittura dopo i "!!!" vi è ancora uno spazio bianco. 

Magari son presenti altre modifiche, ma per essere sicuro aspetto di procurarmi i numeri di TL originali.




Per chi è interessato, ecco l'ultima tavola della 1a puntata:




Frasi celebri:

 

Qui Quo Qua: - Pensate, ragazzi! Basterà passare su di noi una mano di vernice e potremo entrare ed uscire da una pasticceria all'altra!
- Urgle! Andremo al luna park senza por mano al borsellino!
-
E nostri saranno anche tutti i film e...

Nipotino: Se vi prendo, ve ne do un fracco e una sporta!

Zio Paperone: Li farò arrestare, fucilare, dare in pasto ail leoni! [riferito ai Bassotti]


Paperino: Eh! Eh! Indovinate un po' chi ha rubato quei tali sacchi di dollari?!
Nipotino: Ma... i Bassotti, zio Paperino!
Paperino:
Ah, ma allora non vale! Qui c'è qualcuno che suggerisce!







_____________________________________________



ZIO PAPERONE E
LA BORSA DI STUDIO




Disegni di GIUSEPPE PEREGO; TL 305 (1/10). Tav: 30; col.

Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; la Banda BassottiBattista, maggiordomo di Paperone.
Rist: AR 577[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](28/11/1965)[col-b/n]; CWDNS 206 (8/1981)[col-b/n]. 







(Nessuna immagine italiana disponibile al momento)











Non possiedo questa storia, dunque nell'attesa mi limito - per adesso - a riportare notizie sulla trama, apprese indirettamente: a quanto pare suddetta borsa di studio è indetta da Zio Paperone, e a ottenerla saranno i Bassotti.

 

Ecco la copertina di AR contenente ZIO PAPERONE E LA BORSA DI STUDIO, realizzata da GIUSEPPE PEREGO:













______________________________________________________


PAPERINO E
LE TROMBE DI GERICO




Voto: ***



Disegni di GIOVAN BATTISTA CARPI; TL 318 (31/12). Tav: 29; col.
Pers: Paperino; Zio Paperone; Qui Quo Qua; la Banda Bassotti. In un flash-back nel passato abbiamo come personaggi: i paperi contadini (modellati sull'aspetto di Paperino); gli abitanti di Gerico (modellati sull'aspetto dei Bassotti).
Rist: AR 630 (4/12/1966; con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale)[col-b/n]; CWDNS 93 (9/1984); CD 27 (29/5/1995)[b/n]; GC 133 (12/1997); GC 226
[con copertina di GIORGIO CAVAZZANO - e VITO NOTARNICOLA ai colori - dedicatale](9/2005).
Art: RITMO & ARMONIA[PM 185](11/1995)[art. di LUCA BOSCHI].





Ora Gerico era saldamente sbarrata dinanzi agli Israeliti; nessuno usciva e nessuno entrava.
Disse il Signore a Giosuè: "Vedi, io ti metto in mano Gerico e il suo re. Voi tutti prodi guerrieri, tutti atti alla guerra, girerete intorno alla città, facendo il circuito della città una volta. Così farete per sei giorni. Sette sacerdoti porteranno sette trombe di corno d'ariete davanti all'arca
[dell'Alleanza, n.d.r.]
; il settimo giorno poi girerete intorno alla città per sette volte e i sacerdoti suoneranno le trombe. Quando si suonerà il corno dell'ariete, appena voi sentirete il suono della tromba, tutto il popolo proromperà in un grande grido di guerra, allora le mura della città crolleranno e il popolo entrerà, ciascuno diritto davanti a sé" [...]
[Dopo aver girato intorno a Gerico per 6 giorni sempre suonando le trombe]
al settimo giorno essi si alzarono al sorgere dell'aurora e girarono intorno alla città in questo modo per sette volte; soltanto in quel giorno fecero sette volte il giro intorno alla città. Alla settima volta i sacerdoti diedero fiato alle trombe e Giosuè disse al popolo: "Lanciate il grido di guerra perché il Signore mette in vostro potere la città[...]"
Allora il popolo lanciò il grido di guerra e si suonarono le trombe. Come il popolo udì il suono della tromba ed ebbe lanciato un grande grido di guerra, le mura della città crollarono; il popolo allora salì verso la città, ciascuno diritto davanti a sé, e occuparono la città. Votarono poi allo sterminio, passando a fil di spada, ogni essere che era della città, dall'uomo alla donna, dal giovane al vecchio, e perfino il bue, l'ariete e l'asino[...]

In quella circostanza Giosuè fece giurare: "Maledetto davanti al Signore l'uomo che si alzerà e ricostruirà questa città di Gerico! Sul suo primogenito ne getterà le fondamenta e sul figlio minore ne erigerà le porte!"
Il Signore fu con Giosuè, la cui fama si sparse in tutto il paese.

Giosuè, 6:16-27

Questo è l'episodio
dell'ANTICO TESTAMENTO in cui crollano appunto le mura di questa città (ritenuta la più antica del mondo, stando alla datazione compiuta dagli studiosi sulle rovine trovate). Ovviamente ho riportato solo questa parte per fare il parallelo con la storia ciminiana; tutti voi vorrete approfondire, dunque è consigliabile andare a leggersi recensioni, letture critiche o proprio i passi dell'ANTICO TESTAMENTO per sapere le dinamiche della suddetta guerra tra Israele e Gerico circa nel 1405 a.C. (a proposito: l'attuale Gerico fu conquistata dallo Stato d'Israele durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967; nel 1994 fu la prima città a passare sotto il controllo dell'Autorità Palestinese secondo gli accordi di Oslo; dopo una nuova occupazione israeliana è nuovamente tornata sotto il controllo palestinese nel Marzo del 2005) e per vari importanti particolari, come la tutela della prostituta Raab, la quale aveva nascosto gli esploratori che Giosuè aveva inviato a Gerico.
Rodolfo Cimino "stravolge" la leggenda biblica con la sua personale interpretazione ironica: gli abitanti di Gerico sono tutti eguali nell'aspetto fisico, e la loro attività è derubare i contadini dei dintorni (anch'essi identici tra loro nell'aspetto). Dopo i colpi, gli abitanti di Gerico si rifugiano nella propria città, "circondata da altissime e robustissime mura", in cui i contadini non hanno alcuna speranza di penetrare per vedersi restituire il maltolto.

Ovviamente, i truffaldini abitanti dell'antica città orientale che connotati possono avere, se non quelli della Banda Bassotti? A questo punto, si potrebbe pensare che i contadini loro nemici mortali abbiano il volto di Paperon De' Paperoni: invece sono le versioni orientali di Paperino, ma di profilo appaiono un po' più paffuti di quest'ultimo.

Per aver ragione sugli avversari che li scherniscono dall'alto delle mura, i "Paperini" si fanno consigliare non dal Signore, ma da un vecchio saggio che abita in cima ad una montagna ("Chissà perché i vecchi saggi devono sempre abitare in cima alle montagne!" commenta uno di loro mentre faticosamente la scalano). Questi fabbrica apposta per i poveri contadini delle speciali trombe, dicendo loro: "Quando sarete sotto le mura di Gerico suonatele con forza!".
Così, ecco la didascalia con cui Cimino descrive l'antica vicenda: "Gli abitanti della città ridevano vedendo quelle trombe... Ma dalle trombe uscì un suono così terribile che... le mura cominciarono a tremare dalle fondamenta... e tutto crollò! Così, della crudele Gerico non restò pietra su pietra..."



 

Qui sopra, il vecchio saggio consegna le trombe ai contadini, i quali si appresteranno a suonarle di fronte alle mura di Gerico, dall'alto delle quali gli antichi Bassotti li denigrano (ride bene chi ride l'ultimo!)


Tutta la vicenda sopra menzionata è narrata (ad inizio storia) ai nipoti da Paperon De' Paperoni, il quale specifica (ma l'aveva già comunicato la radio) che gli ultimi 2 esemplari delle trombe di Gerico si trovavano nel museo storico della città di Ramset ("Nel 1895 sono stato a Ramset e le ho viste" dice Paperone), prima di essere rubate, proprio poco prima che si svolgano i fatti narrati nella storia .
Paperone non tarda a fare 2+2: chi può aver rubato le trombe, se non la Banda Bassotti (coi numeri di serie 44014, 53404...; ma spesso CARPI, pur raffigurandoli coi tipici maglioni rossi, oblìa di disegnare i cartellini) che ha intenzione - suonandole - di far crollare le possenti mura del suo Deposito dei dollari? In effetti suddette trombe sarebbero gli unici strumenti in grado di fare ciò, un po' come lo sarà il volatile di ZIO PAPERONE E LA CASSAFORTE DI CRISTALLO di CARL BARKS
Dopo la breve parentesi che parodia l'evento biblico, il movimento si svolge d'ora in poi tutto all'interno del Deposito di Paperon De' Paperoni (un po' come PAPERINO E LA GHIACCIATA DEI DOLLARI sempre di BARKS), portando - con naturalezza  e condendolo con 'immancabile ironia - quasi agli estremi il lancinante ed estenuante tema dell'assedio, in cui gli assedianti (i Bassotti) si sa chi sono ma spesso non hanno volto: si slanciano con foga contro l'edificio, prima col loro particolare aeroplano e in seguito coperti da armature; quando sopraggiunge la notte l'angoscia di Paperone si fa più consistente, mentre gli assedianti avanzano al galoppo nel buio, intabarrati con cappucci neri. Per fermarli, Qui Quo Qua accendono i fari dell'auto di Paperino (targata 1313, numero tipico dell'auto di Topolino) così da poterli scorgere e metterli in fuga.
Lo spettro della distruzione attanaglia Paperone nel momento in cui cala la nebbia, l'unica condizione che permetterebbe ai Bassotti di avvicinarsi indisturbati al Deposito così da fare la loro "serenata" in tutta tranquillità.
I nipotini escogiteranno, a questo punto, un ingegnoso stratagemma, che non ho intenzione di descrivere.
Alla fine, in una deflagrazione (materiale e umoristica)
il pericolo definitivo si manifesterà all'interno del gruppo: Paperino, avventatamente, suona una delle trombe fatali, causando lui il crollo del Deposito dello zio nel catastrofico e burlesco finale. Il destino del povero Paperino sarà una miniera di sale, come minacciatogli dal furente Paperone che gli si scaglia alle calcagna.

I Bassotti attaccano durante il giorno. Paperone è pronto a respingerli coi cannoni, ma loro son pronti a difendersi con gli scudi che si portano appresso. Da notare come Carpi ha disegnato il Deposito. 




  CIMINO ha voluto costruire un travolgente esempio di racconto d'azione umoristico, che riesce a trasmettere il senso di oppressione dovuto all'isolamento. Sfiorato leggermente e reso funzionale dalla trama, questo tema fa di PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO una delle più divertenti e ben fatte ciminiane del primo periodo. Vedi anche sotto:

 

 

Azzeccate - nel percorso comico - le osservazioni di Paperino nelle ultime 2 vignette:

Curiosità:



- l'aeroplano della Banda Bassotti somiglia molto a quello di Pietro Gambadilegno in TOPOLINO E IL MISTERO DELL'UOMO NUVOLA (1936-1937):


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 








ed ecco il velivolo dei Bassotti in PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO, anche se qui le ali formano una sorta di mascherina, proprio come quelle che essi indossano.


Una modifica è presente nella 1a vignetta della 20a tavola: "il vecchio papero è più furbo di tutti noi!". E' ovvio che "di tutti noi" è una censura, al posto forse di "più furbo del diavolo!". Forse ci sono altre modifiche, ma non ne sono sicuro: dovrò procurarmi il numero di TL originale. Comunque ho notato una cosa curiosa: nella 3a vignetta della 9a tavola, c'è un notevole spazio bianco nei contorni del cilindro di Paperone: forse in origine era stato disegnato più ampio?

 

 

Frasi peculiari:

 

 

Paperino: Accendi pure la radio, Quo! Lavare i piatti, a tempo di musica, sarà un divertimento per voi!

 

Zio Paperone: Ragazzi! Salutate in vostro Zio Paperone, il novello Napoleone!
  
Difatti, oltre a varie apparecchiature all'esterno - cannoni e giganteschi soffietti -,  Paperone all'interno ha un cannone (come nella tradizione di 
PAPERINO E LA BANDA DEI SEGUGI di CARL BARKS)  e un quadro televisivo di controllo, dal quale dirige magnificamente le azioni di difesa, fino a quando cala il buio (egli possiede i fari ma non le lampadine, per non spendere "un patrimonio in energia elettrica") e, peggio ancora, la nebbia.




Per AR 630 (a sinistra) del 1966 GIUSEPPE PEREGO stesso realizza un disegno di copertina per la ristampa di PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO.  Questa stessa immagine "pereghiana" fu riutilizzata per l'albo greco Μίκυ Μάους  n. 69 del 20/10/1967 in cui venne ristampata l'avventura ciminiana. La qualità dell'immagine non è delle migliori, ma collegandosi all'INDUCKS si può visionare la versione greca, che ha una resa migliore.
















Qui di seguito, invece, l'interpretazione di GIORGIO CAVAZZANO per GC 226.
Zio Paperone è abbigliato come non lo è assolutamente nel corso della vicenda;
CAVAZZANO comunque (forse proprio per questo) è come se avesse realizzato lo splash panel introduttivo ideale di PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO, che nella visualizzazione grafica di CARPI è assente:


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