1962 - 1

       1962

ZIO PAPERONE E
IL $IERO DELL'ONESTA'

Voto: **½

 

Disegni di GIUSEPPE PEREGO; TL 320 (14/11). Tav: 29; col.
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; la Banda Bassotti; la tribù del Rio delle Amazzoni; Paperina.
Rist: AR 643 (5/3/1967); GC 209* (4/2004).

 

Uno sguardo sull'onestà: cosa succederebbe se l'onestà venisse venisse inculcata "macchinalmente" in una sola volta, senza un criterio formativo? CIMINO ci sollazza presentandoci una situazione in cui ciò ha luogo. Paperon De' Paperoni è assillato dall'antico problema costituito dalla snervante battaglia fisica e psicologica contro la Banda Bassotti.
Paperone possiede addirittura un esercito di Generali addetti alla difesa del suo deposito del denaro (avente
qui una forma quasi trapezoidale), ma il continuo scontro tra i vari esponenti delle differenti forze militari (l'Ammiraglio contro l'Esercito, la Fanteria contro l'Aviazione, la Cavalleria ecc. ecc...) non gli garantisce la tanto agognata sicurezza.
Questa gli si presenta in casa di Paperina, ove lo Zione si è recato per una tazza di tè; Paperino gli indica, in un volume, una notizia che lo sprona: "E' ormai assodato che nel punto X, lungo il Rio delle Amazzoni, esiste una tribù che conosce uno speciale siero detto "dell'onestà". L'anziano papero è intenzionato ordunque a rivoluzionare il problema alla radice: stravolgere la personalità stessa dei Bassotti, rendendoli - col particolare siero - individui onesti e senza macchia.
Ci troviamo, a tal punto, di fronte a una di quelle iniziative "irrazionali" di Paperone che CIMINO svilupperà alla bell'e meglio nel corso della sua carriera, condendola con la giusta dose di "ridimensionamento" della presa di potere ricercata da Paperone.
In solo tre vignette la comitiva - formata da Paperone, Paperino e Qui Quo Qua - si fionda sul Rio delle Amazzoni, ma già nella tavola successiva cade preda delle emissarie del 1° "strano popolo" (
FRANCO FOSSATI era solito sintetizzare con tali parole il contenuto delle storie ciminiane di questa tipologia) dell'attività Disney ciminiana, come i successivi lontano dalla industrializzazione urbana e più a contatto con la natura. Si tratta di una tribù sullo stile delle Amazzoni (tema poi ripreso dallo stesso CIMINO in ZIO PAPERONE E LE AMAZZONI SENZA RIO del 2005); solo che qui non è come, per esempio, nella GEOGRAFIA di STRABONE, ove le Amazzoni, ogni primavera, compiono una visita nel territorio vicino dei Gagareni per essere ingravidate (coi dovuti "alleggerimenti", più fedele a questi canoni sarà TOPOLINO E LA LEGGENDA DELLE AMAZZONI del 1986, di BRUNO CONCINA e MASSIMO DE VITA
); inZIO PAPERONE E IL $IERO DELL'ONESTÀ la tribù (in cui le donne si sono autodefinite "Amazzoni") è costituita sia da donne che da uomini. Ma questi sono completamente asserviti al "gentil" sesso. La Regina del bizzarro popolo spiega così i rivolgimenti storici ai Paperi: "Un tempo, i nostri uomini erano disonesti e fannulloni! Ma da quando propiniamo loro il nostro siero sono diventati onesti, docili e laboriosi! Così hanno preso il nostro posto e noi siamo diventate le Amazzoni!" (e dire che nel "nostro mondo" le donne potevano intraprendere senza più ostacoli la carriera della magistratura e della diplomazia appena dall'anno prima, il 1961). CIMINO presenterà, di sfuggita, una società simile anche in ZIO PAPERONE E LA BATTAGLIA IDRICA (1970).
In sostanza gli uomini non se la passano granché bene in questa tribù; il dislivello tra le loro condizioni di vita e quelle delle rispettive consorti è enorme. Non da meno saranno comunque i guai che passerà Paperon De' Paperoni: per scampare alla morte per mano delle Amazzoni, Qui Quo Qua (tornando negli Stati Uniti con l'aeroplano! - a meno che non ci sia un pilota che non ci è dato vedere; ma non pare, a giudicare dalle silhouettes) comprano - col denaro di Paperone - per la Regina e le sue accolite tutto ciò che per la loro società - e anche per la nostra - è il "Superfluo", il quale attira chi ne è privo come ape sul miele, proprio come sarà per gli abitanti del pianeta Pacificus in REGINELLA E LA MINACCIA TERRESTRE
, ancora di là da venire.

 

 

 


Qui sopra: il rigido cerimoniale non permette però a Paperone di nascondere mancanza di speranza, e il tutto non cela una notevole inutilità di fondo. Nelle 3 immagini proposte non sono presenti, ma in generale la storia, come altre del periodo, abbonda di cartigli esplicativi, spesso corredati da disegni di BARKS.

 

I

 

La Regina delle pseudo-Amazzoni racconta in breve la storia del proprio popolo, prima di... attuare ciò che ha già deciso sul destino dei Nostri.

I guai accennati più sopra sono soprattutto quelli che Paperone vivrà quando farà ritorno alla propria residenza. Dopo essersi fatto dare dalla tribù amazzonica - in cambio di rossetti, profumi ed altri articoli femminili - una fiaschetta di Siero dell'Onestà, Paperone invita i Bassotti nel proprio deposito e somministra loro - mascherandolo da "Champagne Paperon del 1927" - un bicchiere ciascuno colmo della fatale bevanda. Inducendoli a transitare per la camera del denaro, il vecchio papero compie su di loro la prova decisiva. Sono proprio "redenti": i suoi dollari non hanno su di loro il minimo effetto, dunque Paperone si rituffa alacremente nei suoi affari senza più alcuna preoccupazione.
L'onestà che era tanto ricercata nel nemico (e che gli è stata addirittura "imposta") presenta a Paperone l'altra faccia della propria medaglia: i Bassotti aprono, in concorrenza coi suoi, dei negozi che mantengono i prezzi "troppo onestamente bassi e vendono merce troppo onestamente buona". Nessun imbroglio da parte loro: purtroppo per lo Zione, tutto è in perfetta regola. I suoi affari diminuiscono e non può nemmeno abbassare i prezzi, perché ci rimetterebbe.
Lo sconvolgimento lo porta a soluzioni folli:

 


In suo soccorso, giungerà l'inaspettato capovolgimento della situazione: i Bassotti riprendono le loro azioni truffaldine e derubano i propri clienti. Il motivo è che il tentativo di Paperone di "ammansire" le loro menti avrebbe dovuto essere, per forza di cose, un processo che necessitava di un continuo rinnovamento.
Evidentemente le Amazzoni davano a bere il siero regolarmente ai propri consorti, dunque la resa mansueta dei mariti non poteva essere fatta in un'unica volta; difatti i Bassotti - che il siero l'han bevuto solo una volta - tornano dopo un determinato tempo alla loro condizione originaria di rapinatori. CIMINO si limita a spiegare il fatto con una didascalia: "All'improvviso l'azione del siero della onestà era venuta a mancare"; da ciò si desumono quindi le conclusioni espresse sopra. Andrebbe fatta un'osservazione: nelle storie ciminiane che si susseguiranno negli anni, quando sopraggiungeranno trame "irrazionali" come in questa, le situazioni trovare per "risolvere la faccenda" saranno più articolate e approfondite. Se il senso profondo di ZIO PAPERONE E IL $IERO DELL'ONESTÀ è quello già accennato, questa "soluzione" finale ha la sua logica e la sua ragion d'essere, ma resta poco approfondita.
A Paperone non resta altro, dopo aver visto riprendere il ritmo dei propri affari, che tornare a rivolgersi al suo "Decagono" (i Generali che aveva scacciato a suon d'artiglieria) per riprendere le sue operazioni di difesa, secondo i vecchi metodi.
Per curiosità filologica: se di Bassotti ne compaiono 4 (coi numeri segnaletici 13213, 72148, 12313), di contro non compare alcun maggiordomo all'interno del Deposito di Paperone (il vecchio papero sembra risiedere costantemente qui), a parte i segretari che si presentano alla sua convocazione in alcune vignette, e al gruppo dei Generali preposti alla difesa del suo patrimonio.
Circa censure e affini, mi sembra di avvistarne di varie (possiedo l'edizione su GC 209), compresa una nella 4ª vignetta della 5ª tavola: Paperone si reca a veder l'Opera (a quanto pare l'edificio è di sua proprietà), e qui incontra Paperino con Paperina (sul palco si intravede una scena nel deserto con una piramide sullo sfondo); Paperone si rivolge a Paperino così: "Toh, il nipote inutile!". "Inutile" sembra proprio una modifica: cosa c'era in origine di più offensivo nei confronti di Paperino?

Frasi peculiari:

Zio Paperone: Molto bene! Il flusso del denaro ai miei forieri è costante e la ruota da esso azionata, continua a fornirmi gratis l'energia elettrica!


Maschera: Signor Paperone, vi abbiamo riservato il posto d'onore, accomodatevi!
Zio Paperone: Niente posto d'onore! Vendi il biglietto! Io m'accontenterò di un posto in loggione!


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ZIO PAPERONE E
I LADRI DI AUTO


Voto: **½

Disegni di GIOVAN BATTISTA CARPI; TELETUTTO 39-40-41 (8-15-22/2), 42-43-44-45-46 (3-10-17-24-31/3). Tav: 16; col.
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua[anche in veste di GM]; la Banda Bassotti; Anacleto Mitraglia[non il vicino di Paperino]; il capo della polizia; il capo dei pompieri; il conte Esmeraldo De' Furbonis; il sindaco; il detective Segugioni; il Super-Generalissimo Bombarda; Mario Rossi fu Mario
La storia è scaricabile dal sito on line di MARCO BARLOTTI
: link

Note:  i numeri di TELETUTTO ove è stata pubblicata contenevano ciascuno 2 pagine della storia; le prime 2 pagine sono completamente virate al blu.                                      
Art: PARABOLE E TAPIRONTI[MD 35]
(1/2007)[intervista di LUCA BOSCHI a RODOLFO CIMINO]

 


 

 

Subito dopo la complessità contenutistica di ZIO PAPERONE E IL $IERO DELL'ONESTÀ, ecco che si torna (ma potrebbe anche essere che questa storia era pronta da tempo) a una più "semplice" lotta realistica tra Paperone e i Bassotti, e soprattutto a una macchinazione "materiale" dei Bassotti per impadronirsi del denaro di Paperone, senza quelle connotazioni semi-filosofiche che caratterizzavano il $IERO DELL'ONESTÀ. Nella tavola a sinistra (quella di apertura della storia) l'operaio rassicura così Paperone, che si è fatto costruire un nuovo deposito alla base del vulcano spento di Paperopoli: "L'acciao che abbiamo adoperato è al carborundo extra salicilato di sodio! Oltre ad essere a prova di bomba, gioverà anche ai vostri dolori reumatici!". Già nella tavola successiva, abbiamo un giudizioso nipotino che rivolge allo Zione: "Mi dispiace fare il guastafeste, zio, ma con i Bassotti in giro la prudenza non è mai troppa! Sai bene quanti guai ti hanno fatto passare..." e l'altro Nipotino: "... e a te sembrava di essere sempre al sicuro!". In effetti, la Banda dei "Segugi" (che non presenta sulle felpe nessun numero segnaletico) si impegna a rubare nella città diecimila automobili (i grandiosi furti d'auto impliciti nel titolo); con la potenza dei relativi motori riuniti, i Bassotti vogliono far sollevare l'acqua della sorgente sotterranea (nelle profondità del vulcano) fino a riempire completamente il cratere del vulcano; la gran massa d'acqua che fuoriuscirà dal cratere avrà la facoltà di travolgere il deposito del vecchio papero, ed effettivamente succederà proprio questo. Avverrà però alla fine, mentre lo svolgimento è appunto incentrato sulle azioni truffaldine di incappucciati neri che seminano il terrore a Paperopoli, "appiedandone" l'intera popolazione.
Il sindaco (qui non con quello che sarà il frequente look "suino") ritiene opportuno intervenire (nella vignetta a destra il detective Segugioni):

 


 

 

 Nella vignetta a sinistra, Zio Paperone dice: "Qui la faccenda si mette male!" poiché in realtà non ha capito nulla della situazione. I continui furti d'auto, difatti, incrementano notevolmente le vendite delle fabbriche d'automobili della città (che sono suo esclusivo appannaggio), e lui - sotto suggerimento di un disonesto Paperino - attua un "astuto piano": mettere fuori combattimento i "volontari dell'ordine" spronati dal sindaco, così da permettere agli ignoti ladri di auto di poter andare avanti nei loro progetti.
Per neutralizzare gli omaccioni che stanno di guardia alle automobili, zio e nipote si rivolgono a un energumeno seduto a un tavolino dell'"Osteria del collo ritorto", tal Anacleto Mitraglia:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 















































Nonostante che il nome "Anacleto" indichi irreprensibilità, è curioso come già l'accostamento di "Anacleto" e "Mitraglia" riveli in realtà una personaltà impetuosa e distruttiva. E' sicuramente per questo che CIMINO, sempre attento ai particolari, ha affibbiato tale nome a questo personaggio, che di irreprensibile non ha nulla.
CIMINO riprenderà l'appellativo "Anacleto Mitraglia" per il personaggio (non avente nulla a che fare con l'omonimo di
ZIO PAPERONE E I LADRI DI AUTO) che contrapporrà a Paperino in PAPERINO E LE VACANZE SOLITARIE (1965), facendolo diventare in seguito addirittura vicino di casa di quest'ultimo. Penso che nel rendere "Anacleto Mitraglia" rivale - e poi rivale-vicino di casa - di Paperino, il Maestro friulano aveva in mente la denominazione italiana data nelle prime traduzioni italiane all'altro antagonista "storico" del papero -   Mister Jones -, e cioè signor Mitraglia, creato da CARL BARKS (riguardo il fatto di ricordarsi della vecchia denominazione Mitraglia è vero ed è appurato, come ha detto CIMINO stesso!).
 

Andando avanti nella storia ZIO PAPERONE E I LADRI DI AUTO, assistiamo alla scoperta del piano dei Bassotti da parte di - e come poteva essere altrimenti? - Qui Quo Qua, che si recano sulle falde del vulcano in qualità di Giovani Marmotte (in quel periodo, e anche successivamente, nelle storie italiane la denominazione era anche "Giovani Esploratori", dunque si parlava di "Manuale del Giovane Esploratore"); così dice infatti un Nipotino: "Il comandante delle "Giovani Marmotte" ci ha ordinato di fare dei rilievi sulle falde del vulcano di Paperopoli!".























































L'acqua riuscirà comunque a travolgere il deposito dello Zione, poco prima che gli agenti ("caricati su una vecchia diligenza, perché tutte le macchine sono state rubate") giungano sul posto guidati dal capo della polizia, che metterà agli arresti i Bassotti. Nella tavola finale - che non voglio mostrare - Paperino paga per il proprio consiglio disonesto, sotto la mira - ovviamente - del cannone di Paperone (nella sezione Frasi ripropongo parzialmente la sequenza).
Riguardo l'aspetto editoriale, è doveroso ricordare - come tutti sapranno - che questa è una delle 2 storie che, nel 1962, sono state pubblicate - a puntate - sul settimanale TELETUTTO (l'altra è PAPERINO E L'EREDITA' A SINGHIOZZO, sempre disegnata da CARPI ma su testo di GIAN GIACOMO DALMASSO). L'intento, nel pubblicare queste - inedite - storie su TELETUTTO era sicuramente una forma di pubblicità per l'altro settimanale, TOPOLINO. Da allora, dato - son congetture - il particolare formato su questa rivista "aliena", in 47 anni le 2 avventure carpiane non sono state mai ristampate. E' per questo che MARCO BARLOTTI si è impegnato a inserire degli scan originali delle tavole nel suo sito, di cui più sopra ho fornito il link (la storia di DALMASSO è ancora incompleta, però).
Stando a una vecchia (e antipatica) consuetudine secondo cui le storie senza - o di difficile- attribuzione venivano senza criterio ricondotte alla penna dell'inesauribile GUIDO MARTINA, anche ZIO PAPERONE E I LADRI DI AUTO e PAPERINO E L'EREDITA' A SINGHIOZZO per anni sono risultate essere farina del sacco dell'Autore piemontese. Lo stesso destino ha avuto MAGO MERLINO PRESENTA: PAPERINO E LA "850" (1964), che poi si è scoperto essere di CIMINO. CIMINO, ricordando questa storia, dichiara: [da MD 35] "E' vero! Sin dalle prime storie ho messo la vignettona quadrupla in apertura. Questo continua a essere un elemento unificante della mia produzione, anche se talvola qualche disegnatore l'ha eliminata, non rispettando la sceneggiatura. Per esempio, è accaduto nel 1962 per una storia illustrata da GIOVAN BATTISTA CARPI, ZIO PAPERONE E I LADRI DI AUTO, che poi avevo realizzato per TOPOLINO, ma che poi è stata dirottata sul settimanale illustrato della Mondadori TELETUTTO, in occasione di una promozione per il tascabile disneyano." In effetti, già prima di sentire questa dichiarazione di CIMINO stesso, avevo notato da tempo questa caratteristica nelle sue storie disegnate da CARPI: lo splash panel muto d'apertura è assente troppo spesso nelle sue storie. A parte le arcaiche (PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO, PAPERINO E L'OPERAZIONE "DIECIMILA") ci si stupisce per l'assenza della tradizionale vignettona perfino in storie più avanti, come ZIO PAPERONE E LO SCUDO DELLO SCEICCO (1965) e ZIO PAPERONE E LA DURA LEGGE (1967).

 

 

Frasi celebri (abbastanza memorabili grazie all'uso dei termini, tra cui il famoso vezzeggiativo ciminiano):

 

 

Anacleto Mitraglia (rivolto verso il lettore dopo aver "randellato" i "volontari dell'ordine"): Eh! Eh! Anche questa volta Anacletuccio si è guadagnato onestamente il suo boccale di birra!

Paperino (impegnato a raddrizzare il deposito sotto minaccia dello Zione): 
 
Puff! Puff! Me lasso! Proprio vero il proverbio: "Chi semina vento raccoglie tempesta"!
  

 

 

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PAPERON DE' PAPERONI
CONTRO MANDRACCHIO



Voto:
***



Disegni di MASSIMO DE VITA; TL 342 (17/6). Tav: 29; col            
Pers: Zio Paperone; Mandracchio; la Banda Bassotti; Qui Quo Qua; Paperino; il toro Pasquale; un anonimo personaggio al servizio di Paperone.
AR 695[con copertina di
GIUSEPPE PEREGO dedicatale](3/3/1968); CD 260*(7/1998); LGP 71 (12/1999); R-CD 35*(12/2004); ZIO PAPERONE - $.O.$ DEPOSITO*[TD 41](4/2007). 
 La ristampa su R-CWDNS 35 non è segnalata sull'INDUCKS. Praticamente è la raccolta di CWDNS 259-260-261.
                 
Art: NEL SEGNO DEI PAPERI[PAPERINO - I CLASSICI DEL FUMETTO DI REPUBBLICA 4](14/3/2003)[art. di LUCA BOSCHI dove viene erroneamente indicata come la 1ª storia disegnata da MASSIMO DE VITA]; UN ANNO IN PRIMA PAGINA[TOS 1962](4/7/2005)[recensione di ANTONIO SECONDO - cioè MASSIMO MARCONI - dei numeri di TL del 1962, in cui la storia viene indicata erroneamente come quella d'esordio di MASSIMO DE VITA]; LE GRANDI SFIDE[ZIO PAPERONE - DCOLL 4](11/10/2008)[art. di STEFANO AMBROSIO]; INTRODUZIONE[LGP 71](12/1999); DA CAROSELLO... AL TOPOLINO D'ORO[MD 6](11/1997)[art. di LUCA BOSCHI, in cui viene indicata erroneamente come la prima disegnata da MASSIMO DE VITA in toto; in realtà l'aveva preceduta PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO]; FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE[MD 6](11/1997)[art. di ALBERTO BECATTINI]; LE GRANDI PARODIE DI DE VITA[MD 17](9/1999)[art. di ALBERTO BECATTINI; in realtà, al contrario di quanto è detto in questo articolo, probabilmente PIER LORENZO DE VITA non ha messo mano a questa storia].                                 

CIMINO non ha ancora raggiunto le formule narrative e stilistiche che lo renderanno famoso, tuttavia questa è un'ottima storia del suo primo periodo, che presenta una  "ciminiana" forza  "scenica" nelle sequenze della "possessione" di Paperone da parte dell'antagonista, a sua volta un personaggio ben riuscito (esattamente come ci si aspetta in una storia di Cimino), purtroppo mai più ripreso per altre storie (ma forse dovrei dire "per fortuna", visti i recenti "recuperi" ad opera di STEFANO AMBROSIO). Questo se si esclude la comparsa del magico copricapo - capitato fortuitamente nelle mani di Quo Quo Qua - appartenuto a un certo Mandracchio (lui?) in ZIO PAPERONE E IL CILINDRO MAGICO (1965), ove il papero basettato fa di tutto per non farselo rubare dai Bassotti. MASSIMO DE VITA disegna ancora in maniera alquanto "paterna", ma le sue raffigurazioni e i suoi personaggi sono fluidi e non stonano più di tanto con le intenzioni di CIMINO. Mi par di ricordare che inizialmente i disegni di questa storia erano stati attribuiti in parte a MASSIMO, cioè secondo alcune fonti, dopo essersi fatto le ossa in alcuni lavori paterni (come ZIO PAPERONE E IL TESORO DI CAPITAN KIDD e PAPERINO E IL CANE DOLLAROSUS, dei quali adesso sappiamo invece che sono più di MASSIMO che del padre), quella del MANDRACCHIO sarebbe la prima storia di MASSIMO DE VITA quasi interamente sua, aiutato parzialmente dal padre. Cioè, alla luce di quanto sappiamo oggi, è un errore; in seguito è stata avanzata l'ipotesi che forse MASSIMO si è fatto aiutare in misura minima da PIER LORENZO, ma adesso che LUCA BOSCHI sostiene che la prima storia a solo di DE VITA junior è PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO - che la precede - anche questa ipotesi crolla, mentre sull'INDUCKS continua a campeggiare il nome di PIER LORENZO accanto a quello di MASSIMO.


Qui sopra: non bastano i propri affanni; addirittura il quadretto familiare di Paperino suo malgrado è coinvolto anche dalle ambasce dei parenti. Ma la speranza non si arrende: basta prendere un buon libro per affogare il tutto nella lettura...
Come si legge, è la "festa" di Paperone. Dovrebbe essere il compleanno, dunque dovrebbe compiere 85 anni secondo le indicazioni di DON ROSA (in questo caso DON ROSA è fuori luogo, però!)




MANDRAKE (ispirato al veramente esistito "mago" LEON MANDRAKE) inizia le sue imprese nel 1934, e all'inizio è veramente un mago potente. Pur non avedo io letto le prime avventure (ho letto quelle un po' più tarde), è risaputo che inizialmente questi era in grado di far persino risuscitare i morti. In seguito il suo autore LEE FALK - creatore anche di THE PHANTOM - conosciuto qui in Italia perlopiù col meno evocativo nomignolo di UOMO MASCHERATO, di cui ho avuto il piacere di leggere alcune avventure - ne ridurrà in maniera consistente i poteri, "regredendolo" a uno stato di "semplice" illusionista e ipnotizzatore. Il conturbante MANDRACCHIO della storia di CIMINO non ne eredita la morale, ma in buona parte solo l'abbigliamento, regolato sui classicissimi stereotipi del prestigiatore, ovvero frac con mantellina accompagnato dall'inseparabile cilindro; stereotipi basati sul reale abbigliamento di molti illusionisti che si esibivano sin dall'Ottocento sia in Europa che in America.

Come già sottolineato, il "nostrano" Mandracchio non ha affatto buone intenzioni nei confronti dei Paperi; infatti, palesando la sua natura luciferina, esordisce così nella sua famosa presentazione di fronte ai Bassotti: "Salve, gente! Mi chiamo Mandracchio e faccio l'illusionista! Nessuno mi vuole scritturare perché sono disonesto! E pensare che posso ipnotizzare a piacer mio le persone! Verrà il momento che il mondo tremerà davanti a Mandracchio!". 
Lui e i Bassotti (questi ultimi reduci dal fallito tentativo di sfondare la nuova "roccaforte" di Paperone nella concitata sequenza dell'attacco alla corazzata) si incontrano sotto un ponte, ove pianificano l'appropriazione della coscienza di Paperone, in modo da ricevere dalle sue stesse mani i cospicui capitali che detiene.

 

 

 


Qui sopra, il "confortante" quadretto dell'alleanza tra i Bassotti e Mandracchio, quest'ultimo da annoverare fra la fitta schiera dei personaggi coi caratteristici baffetti, personaggi quasi tutti malfidati . In qualche vignetta, a turno alcuni Bassotti hanno una sigaretta tra i denti. Riguardo i numeri sui loro cartelli, come si pò vedere, evidentemente non è stato ancora assorbito il motivo barksiano delle combinazioni di 1, 6. Sulla famosa collina, per fronteggiare al meglio gli attacchi dei nemici Paperone fa interrare una corazzata, al cui interno tutto procede in base all'ambiente (da notare l'anonimo personaggio al servizio dell'anziano papero: uno dei tanti "Battista"?). E' per questo che l'incipit vede i Bassotti attaccarla con un gigantesco ordigno d'assalto che nella forma ricorda uno squalo; ma niente da fare: all'interno Paperone è attrezzatissimo contro questi attacchi. La Santabarbara infatti è stata tarsformata in ufficio-cassaforte, con uno schermo radar anti-Bassotti, cannoni e altre apparecchiature sofisticate per la difesa.

  
Infischiandosene Paperino della situazione ("Io me ne infischio di tutti gli amministratori delegati e me ne vado a dormire!") - analogamente a quanto accade in PAPERINO E IL TRENO SCOMPARSO -, Qui Quo Qua come al solito si baseranno esclusivamente sulle proprie forze per tentar di scoprire a cosa è dovuta la presenza del tenebroso personaggio nella roccaforte del loro zio, e non meno importante è la sua nomina ad amministratore e consigliere delegato di Paperone "con libero diritto di firma".
Scoperto il motivo delle manovre di Mandracchio, i Tre Nipotini - reputando inutile convocare la polizia dato che legalmente è tutto in regola - contando sulla propria inventiva assumono come loro "arma" il bonario toro Pasquale - di proprietà di Nonna Papera, la quale però non fa capolino -, che richiama alla mente il sicuramente più celebre collega Johnny di
DONALD DUCK (in Italia PAPERINO E IL TORO DALTONICO), storia in 10 tavole del 1955, scritta e disegnata da CARL BARKS, con l'apporto ai disegni di sua moglie GARÉ.

 


Le censure a questa storia ritengo partano da CD 260. Ed ecco che le riporto:

- la 2ª vignetta della 7ª tavola: uno spazio bianco (di questa pero' non ne sono sicuro)

- 13ª tavola, 4ª vignetta: parte del fumetto di Mandracchio.

- 13ª tavola, 5ª vignetta: quasi tutto il fumetto pensato da Paperone.

- 14ª tavola, 1ª vignetta: quasi tutto il fumetto di Paperone.


- 14ª tavola, 2ª vignetta: il "parlate" nel fumetto di Paperone.

 

- 14ª tavola, 3ª vignetta: "Ho un documento segreto!" nel fumetto di Mandracchio.



 Qui a sinistra,  la suggestiva immagine di GIUSEPPE PEREGO che presenta PAPERON DE' PAPERONI CONTRO MANDRACCHIO su AR 695 del 3/3/1968.


























Frasi peculiari:





Mandracchio: Salve, gente! Mi chiamo Mandracchio e faccio l'illusionista! Nessuno mi vuole scritturare perché sono disonesto! E pensare che posso ipnotizzare a piacer mio le persone! Verrà il momento che il mondo tremerà davanti a Mandracchio!



Paperino (sorpreso dal trasporto della corazzata per le vie cittadine): Quel taccagno, quando si tratta di proteggere il proprio denaro, non bada a spese! Solo quando gli chiedo di proteggere il mio bilancio non ci sente!



Bassotti (dopo la sconfitta nella battaglia contro il nuovo "deposito" di Paperone):
-   Ohi... ohi... il nostro mezzo è andato distrutto! Se penso al lavoro che ci è costato, quasi quasi divento onesto!
-   Anche il nostro rifugio è stato raso al suolo! Sigh! Ci toccherà dormire sotto i ponti!
- ... Dormire sotto i ponti, che disonore!
-
Finiremo per prendere una costipazione!


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PAPERINO E L'AERONAVE ELETTROMAGNETICA

 

 

Voto: **½

Disegni di PIER LORENZO DE VITA (e MASSIMO DE VITA?); AT 67 (1/7). Tav: 24; col-b/n.
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; Archimede Pitagorico; Edi.
Rist: AR 706
[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](19/5/1968); PAPERINO COSMICO[OMAGGIO ABBONATI][con - pare - disegno di GIANCARLO GATTI - ispirato alla storia - per presentarla](7/1980); IMP 32 (7/2007). 


Come tutti sanno, gli anni Sessanta furono il periodo in cui - più degli altri - la fantascienza e tutto ciò che concerneva viaggi spaziali e contatti col cosmo divenne altamente popolare. Si assiste - specificatamente nel 1962 - alla messa in orbita del satellite Telstar (partito dalla base americana di Cape Canaveral), che segna la nascita della mondovisione. Infatti, la stazione spazale britannica di Goonhilly Down e quella francese di Pleumeur Bodou ricevono le immagini provenienti dalla stazione americana di Andover: tutto questo 10 giorni dopo la pubblicazione di PAPERINO E L'AERONAVE ELETTROMAGNETICA, l'11 Luglio. Sempre nel 1962 (il 20/2) JOHN GLENN è il primo statunitense in orbita nello spazio; per missioni importanti, partono altri satelliti per telecomunicazioni (Echo 1) e la sonda spaziale americana Mariner 2, quest'ultima avvicinatasi a Venere. Diventano popolari anche gli stessi razzi che veicolano satelliti e apparati di telecomunicazione, come il Thor Delta per lanciare Telstar. Prende avvio un fitto fenomeno di merchandising: i razzi-giocattolo, pubblicizzati anche su "Topolino libretto". Su TL 337 (13/5/1962), invece, si promuovono le figurine che raccontano la storia della conquista dello spazio.
PAPERINO E L'AERONAVE ELETTROMAGNETICA (la 1ª storia di CIMINO a essere pubblicata sull'Almanacco Topolino), vagamente vernianaè a suo modo una storia fantascientifica, basata sulla creazione - da parte di Archimede - di un insolito (ma poco lussuoso) apparecchio in grado di librarsi nell'aria, formato da una vasca da bagno attacata a una potentissima elettrocalamita di sua invenzione. La storia non è un'avventura nello spazio (CIMINO darà il via alle vicissitudini siderali con ZIO PAPERONE E IL MILIARDARIO ASTRALE, dell'anno dopo), ma nell'aere. Recandosi al velivolo, orgoglioso Paperino esclama: "Gagarin! Pfui!!", alludendo al famoso aviatore (1934-1968) - e anche cosmonauta - sovietico morto poi nel 1968 schiantandosi al suolo a bordo di un caccia (le dinamiche dell'incidente sono comunque ancora discusse). E' una disavventura per l'aria: per mancanza di perizia, infatti, Paperino vien portato dall'aeronave fino al Polo Nord. E non è tutto: per un disastroso errore, egli dà massima potenza all'elettrocalamita, la quale attira a sè perfino il deposito corazzato di Zio Paperone. La storia si trasforma così in una inusuale caccia ai dollari sfuggiti; inusuale poiché questa volta è il deposito stesso che "fugge" con tutti i dollari, e non solo le singole monete e banconote. 




Qui sopra, le terribili emozioni che prova Paperino dapprima sull'oceano e poi nel clima gelido del "Polo Nord" (non viene specificato altro), verso le cui desolate distese si avvia. Nel frattempo Zio Paperone coi nipoti si lancia al suo inseguimento, mostrando di essere più accalorato per i suoi dollari che per il nipote. Viene da chiedersi: come fa Paperino ad entrare così facilmente dalla botola sul tetto del Deposito? Conoscendo Paperone, non avrebbe dovuto essere come minimo sprangata?


  CIMINO prende in giro prima la tecnologia sprovveduta e poi anche l'Esercito. Anche Zione e Nipotini raggiungono il Polo Nord, a bordo di un aereo, ma condivideranno il terrore dell'esperienza di Paperino in una delle più memorabili sequenze dinamiche nel panorama ciminiano: il circolo perenne delle granate intorno ai Paperi, sparate da una flotta di navi da guerra impegnata nelle esercitazioni a fuoco (anche i "normali" ritmi alienanti dell'Esercito concorrono a complicare il loro passaggio!):


In PAPERINO E L'AERONAVE ELETTROMAGNETICA (la cui vignetta iniziale non è un vero e proprio splash panel-riassunto), come già esplicitato, a mettere insieme l'aeronave del titolo è il confusionario Archimede Pitagorico (che ci dà un saggio di assenza di criterio e confusionismo tecnologico, elementi da non sottovalutare) - assistito nel suo laboratorio da Edi -, il quale crea la extra elettro calamita strong-strong, ma non sa in qual modo utilizzarla. Durante la visita che gli fa Paperone (indispettito per il fatto che i suoi esperimenti causano il black-out nell'intera città), gli viene l'idea di attaccarla a una bagnarola e varare un nuovissimo tipo di aeronave. CIMINO aveva forse in mente le strane aeronavi ad aviazione magnetica "avvistate" nei tanti "incontri ravvicinati" avvenuti nel corso dell'anno, come quelli del 30 Aprile e 25 Settembre 1962 ad opera del catanese Eugenio Siragusa? (Addirittura questi afferma di aver ricevuto un messaggio-monito dai "visitatori", monito riportato in un numero del quotidiano IL ROMA del 27 Settembre 1962).
A parte tutto questo, è impossibile dimenticare questa stravagante  odissea dei Paperi a bordo del trabiccolo; e soprattutto, come dimenticare il momento in cui, mentre tutti sono più o meno contenti del felice esito della vicenda, irrompe sulla scena Archimede presentando a Paperone una bolletta della luce da 100.000 dollari e 25 cents?



Qui sopra, ecco una tavola che inizialmente mi aveva fatto pensare che i disegni fossero opera in realtà di MASSIMO DE VITA, date alcune pose di Zio Paperone; ma rileggendo il tutto nuovamente, sembra proprio che i disegni siano pierlorenzodevitiani (forse che MASSIMO ha messo mano a questa storia per qualche vignetta?): stesso discorso per ZIO PAPERONE E GLI ELEFANTI RAPINATORI?



Curiosità: nei dintorni del suo Deposito - la cui zona è delimitata da filo spinato - ci sono diverse postazioni per l'osservazione e la difesa.

Sembra che non ci siano modifiche o censure di sorta nella ristampa su IMP 32 (a parte forse l'aggiunta di una virgola tra "mie" e "soprattutto" nella 3a vignetta della 3a tavola: ma dovrei avere davanti la versione originale).                                                 


Frasi peculiari:


Nipotini- Lo zio Paperino non risponde, forse non ci sente!
                 - Sarà addormentato!
Zio Paperone:
Non vi preoccupate! Ora ci penso io! Paperino! Restituiscimi i dieci cents che ti ho prestato sei anni fa!


Zio Paperone
[ritenendo che il suo deposito si sia inabissato nelle profondità marine]: Ohi, me sventurato! Cefali e capitoni godranno le mie ricchezze!*


*Con "cefali" CIMINO intendeva forse indicare il muggine, pesce dei Mugilidi (Mugil cephalus) - detto appunto anche cefalo -, dal corpo fusiforme, con testa arrotondata, superiormente piatta, e con 2 pinne dorsali
I capitoni sono invece le anguille femmine, di dimensioni e peso notevoli, particolarmente ricercata come cibo tradizionale della vigilia di Natale.

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PIPPO E LA FOLAGA BIANCA

Voto:**½

Disegni di PIER LORENZO DE VITA; TL 349 (5/8). Tav: 24; col.
Pers: Pippo; Topolino; il professor Vladimiro Trombetta; King Bazoka e la sua banda di falsari; il venditore Filippo; il cacciatore Battista.                   
Rist: AR 708[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](2/6/1968)[col-b/n]; GC 2 (6/1981); GC 51 (2/1991); R-GC 12[GC 51-52]; CWDNS 335 (10/2004); GC 265*(12/2008).

Segnalazione: ho segnalato come modificata la ristampa su GC 265, ma è ovvio che le modifiche comincino da molto prima.

Art: UN ANNO IN PRIMA PAGINA[TOS 1962](4/7/2005)[recensione dei numeri di TL ad opera di ANTONIO SECONDO, cioè MASSIMO MARCONI]; RODOLFO CIMINO, INVENTORE DI STORIE[MD 35](1/2008)[art. di ALBERTO BECATTINI].

Il raggio di diffusione della Folaga è abbastanza ampio: dalle Ande (Folaga gigante) all'Africa settentrionale (Folaga crestata), dall'Europa Centrale a quella Orientale, dalla Siberia all'Australia. La specie più comune è la folaga europea (Folaga atra) - frequente anche in Italia - che ha sul becco una placca frontale bianca. Ottima nuotatrice, si nutre di insetti acquatici, piccoli pesci, crostacei, molluschi, germogli di piante acquatiche, e preferisce acque scorrenti lentamente con molte piante acquatiche e una cintura di canne palustri. A quanto pare non esistono folaghe bianche - sicuramente le ha create apposta CIMINO per questa storia -, e in generale i disegni di DE VITA non collimano perfettamente con la caretterizzazione fisica di questo tipo di uccelli.   
Nel 1962, in seguito all'aumento dei danni causati dalla selvaggina (non dimentichiamo che c'era "l'esigenza" di aumentare gli effettivi delle 4 specie ungulate più diffuse, che andavano cacciate e tenute sotto controllo secondo il principio dell'utilizzo durevole)  e alla diminuzione di varie specie selvatiche, venivano introdotte sostanziali modifiche alla legge sulla caccia. Pur conservando il principio di aumentare l'effettivo di caprioli, camosci, cervi e stambecchi (sin dal 1875 la tutela della selvaggina cacciabile non si basava sull'idea della protezione degli animali, ma era finalizzata appunto unicamente alla conservazione degli effettivi, non da ultimo per motivi economici, come tasse sulle patenti e canoni d'affitto), vennero introdotte disposizioni per impedire e indennizzare i danni da selvaggina; tirato in ballo il concetto di Protezione della Natura, venne deciso di proteggere lince, orso, castoro, lontra comune, gallo cedrone, aquila e francolino di monte. Mentre succede tutto questo, assistiamo a scorci della vita quotidiana di Pippo: l'amico di Topolino va infatti a caccia (non dobbiamo dimenticare che anche CIMINO è stato cacciatore, stando alle testimonianze di ELISA PENNA) di folaghe al lago (purtroppo la caccia incontrollata - per le sue carni saporite - è proprio una delle minacce più gravi per la folaga). Il tema della protezione della natura, stravolto in senso sarcastico per mostrarne in burlesco l'ipocrisia, si presenta sotto forma di King Bazoka, energumeno dai tratti umani che, per non permettere che venga scoperta la sua attività di falsario, terrorizza i suoi prigionieri (Pippo e il prof. Trombetta) accusandoli di "disturbo e oltraggio continuato agli uccelli della palude": una mera scusa, non c'è d'aver dubbi. Quasi tutti i personaggi secondari di questa storia hanno sembianze umane: dai cacciatori "colleghi" di Pippo alla banda di Bazoka, dal gestore dell'armeria Filippo al professor Vladimiro Trombetta (in cerca di animali rari per la sua collezione).  



Qui sopra: King Bazoka campeggia nel primissimo piano della 2a vignetta, mentre accanto a Pippo si trova il prof. Vladimiro Trombetta, consolato dalla simpatica folaga bianca che condivide la sua prigionia; folaga la cui compagna  - cacciata da Pippo fino a poco prima col fucile, quando si trovava in superficie - gira sempre nei dintorni del covo dei malviventi (grotta sotto il lago).


Questa storia anticipa - in modo sorprendente poiché a interpretarla è il mondo di Topolinia - il motivo delle storie intimiste di Paperino degli anni successivi, col papero alle prese con problemi quali il lavoro, la caccia e la pesca, e l'esplicazione - per il buon esito di questi problemi - delle sue "doti d'ingegno", mediante lo sviluppo dell'abilità, la meditazione di tattiche o la costruzione di trappole e marchingegni particolari (PAPERINO E LA PESCA CONTRASTATA, PAPERINO E LA "PESCA" DEL TACCHINO, PAPERINO E IL PIATTO NAZIONALE). In PIPPO E LA FOLAGA BIANCA è Pippo a scervellarsi per riuscire a realizzare la propria ambizione, cioè esser considerato "il cacciatore più famoso del mondo". Per far ciò, la sua battaglia contro il volatile del titolo si concretizza nella messa in piedi di un insolito appostamento per la cattura degli uccelli, il quale attira gli scherni degli altri cacciatori (nella tarda PAPERINO E LE TORTE IMPOSSIBILI è invece Paperino a costruire un apparecchio mobile per catturare le... torte volanti). A differenza delle future imprese di Paperino - incentrate sullo sviluppo di queste battaglie tra Paperino e la preda, qualunque essa sia - PIPPO E LA FOLAGA BIANCA prende all'improvviso una piega imprevista, e cioè l'entrata in scena della gang dei falsari capeggiata da King Bazoka, che rapisce Pippo. La storia diventa dunque gialla, con Topolino che, preoccupato per la lunga assenza dell'amico - anche dopo aver chiesto lumi a un cacciatore di nome Battista - si reca al lago sulle sue tracce e sventa i piani della banda.
La buona (e profetica, in più) costruzione di questa storia fa rimpiangere il fatto che CIMINO non abbia continuato a sviluppare le proprie trame ambientandole anche a Topolinia (in PIPPO E LA FOLAGA BIANCA comunque "Topolinia" non viene nominata), a parte qualche episodio tardo, come TOPOLINO E IL GIALLO DEL SOTTOMARINO ROSA e TOPOLINO E LA LANTERNA DEL GALEONE, e capitoli, a volte debolucci, della vita di Pippo, come PIPPO E IL REGALO DELLO ZIO... D'EUROPA e PIPPO E LA CASA DI CAMPAGNA, o le storie incentrate su Minni e pubblicate proprio su MINNI & COMPANY, episodi sempre "tardi" comunque.
Alla domanda "Perché, per progettare le tue trame, hai preferito i Paperi ai Topi?"
CIMINO ha così risposto: "Perché era già molto pronunciata la tendenza a trasformare Topolino in un detective, privandolo di quegli spunti narrativi e della personalità che gli erano stati dati alle origini. Il fatto stesso di averlo trasformato in un confidente della polizia non mi sembrava troppo simpatico. Non mi piaceva nemmeno il fatto che fossero sparite quasi del tutto le sue "spalle" tradizionali, come Minni o Clarabella. Pippo stava perdendo la sua filosofia iniziale, Orazio non era più quella specie di aiutante-amico di un tempo...".
Io comunque sono speranzoso. Penso che se CIMINO avesse approfondito il cammino coi Topi - anche seguendo strade del tutto personali - ci avrebbe sorpreso alla stessa maniera. Però, se si fosse occupato anche dei Topi, non avremmo avuto tutta quella sfilza di storie gloriose coi Paperi. Quindi...? Ormai è stato così, in ogni caso.

Qui sotto, l'appostamento galleggiante-semovente-anfibio, con richiami retrattili di grande effetto.

 


Quante volte vedremo scene così, nelle storie di Paperino, con i Nipotini che si chiedono cosa stia costruendo lo zio chiuso all'interno del garage?



Finale all'insegna della simpatia per gli animali, costruito lievemente. Le folaghe hanno parte importante nella storia.Osservando la fuga della folaga prigioniera dal covo dei banditi, Topolino può così raggiungere Pippo.



Puntuale, ecco che si presenta l'elenco delle modifiche apportate alla storia. Sul Forum del Papersera alcuni erano contenti perché su GC 265 hanno finalmente ristampato una storia senza censure, alludendo a PIPPO E LA FOLAGA BIANCA. E invece le modifiche non mancano, stando a quanto ho visto io:

5ª vignetta della 2ª tavola: nel fumetto di Filippo sono forse state aggiunte le parentesi (comunque questa non è una censura vera e propria, e comunque non ne sono sicuro.

1ª vignetta della 14ª tavola: "compagna" nel fumetto di Pippo.

1ª vignetta della 20ª tavola: "pentito" de "la giornata del bandito pentito". "Pentito" sembra proprio una modifica. Che c'era al suo posto? "Impiccato"? Vedremo.

2ª vignetta della 20ª tavola: di nuovo "pentito".

6ª vignetta della 20ª tavola: ancora "pentito".

2ª vignetta della 24ª tavola: nuovamente "pentito", come si può vedere dallo scan qui sopra che riporta il finale della storia.


Frasi peculiari:

Pippo: Ohi! Ohi! Chi poteva immaginare che le folaghe fossero sotto l'alta protezione di un bandito!


Topolino: Pippo, sei salvo! La brutta avventura è finita!
Pippo (disteso a terra con gli occhi chiusi): Non è vero, io aspetto la morte!
Topolino: Pippo! Clarabella ha preparato la torta di mele!
Pippo (sollevandosi di scatto): Cosa? Dove? A me la fetta più grossa! 

 

 

 


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