1962 - 2

                                  1962






ZIO PAPERONE E IL DEPOSITO SUBACQUEO



Disegni di GIUSEPPE PEREGO; TL 350 (12/8). Tav: 29; col.
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; Battista; Archimede Pitagorico; Edi; la Banda Bassotti; il maggiordomo Battista.
Rist: AR 701
[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](14/4/1968)[col-b/n]; CD 135/IL TRILIARDO (2/1988); R-CD 7[?]GC 155 (10/1999); DBIG 2 (6/2008).

Non possiedo questa storia, dunque al momento non posso dare notizie precise. Dico solo che questa è - come capirà chiunque non l'ha letta - che è una di quelle storie in cui il Deposito paperonesco (qualunque esso sia) assume un ruolo non "passivo", ma anzi si ritaglia attivamente uno spazio nella fantasia del lettore grazie alle sue - su carta facili - metamorfosi: avremo poi il deposito aereo di ZIO PAPERONE E IL DEPOSITO DIRIGIBILE, quello invisibile di ZIO PAPERONE E IL DEPOSITO OCCULTO e quello semovente di ZIO PAPERONE E LA BATTAGLIA DEI COLOSSI, che grazie ad alcuni accessori riesce persino a fare mosse di judo.
Come di consueto, stando all'INDUCKS è presente in questa vicenda anche un maggiordomo Battista, che - secondo l'indicizzatore - "ha il look di Alberto": nel senso che forse l'aspetto è quello del maggiordomo Alberto che imperversava, stando alla mia esperienza, nelle storie dei BAROSSOcoi disegni di LUCIANO CAPITANIO (ZIO PAPERONE E L'EREDITA' UNIVERSALE) e GIOVAN BATTISTA CARPI (ZIO PAPERONE E LA VENDETTA DEL FARAONE).  Anche se i 2 disegnatori sopracitati disegnano Alberto in modo diverso, i tratti somatici fondamentali sarebbero: tarchiato, capelli bianchi e la luna in mezzo. Penso comunque che il modulo più conosciuto e diffuso sia quello di CAPITANIO.




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PAPERON DE' PAPERONI VISIR DI PAPATOA




Voto: ***


Disegni di ROMANO SCARPA (M), RODOLFO CIMINO (I); TL 352 (26/8). Tav: 29; col.

Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; l'avvocato Amilcare Posalaquaglia; la Banda Bassotti; la popolazione dell'isola di Papatoa; il giudice gufo.

Rist: AR 647[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](2/4/1967)[col-b/n]; CD 124/W PAPERONE (4/1987); CAPD 39 (28/5/1997)[b/n];  GC 157 (12/1999); PM 285 (3/2004); MD 31*(1/2006).

Segnalazione: l'edizione su MD 31 è censurata, ma è ovvio che le modifiche partano da ristampe precedenti.

Art: PAPERONE IN "POLITICA"[CD 39](28/5/1997)[art. di LEONARDO GORI]; TUTTE LE STORIE DI ROMANO SCARPA[MD 14](3/1999)[cronologia delle storie di SCARPA a cura di ALBERTO BECATTINI]; CHI E' RODOLFO CIMINO[ZP 163](4/2003)[art. di LUCA BOSCHI]UN ANNO IN PRIMA PAGINA[TOS 1962](4/7/2005)[art. di ANTONIO SECONDO/MASSIMO MARCONI in cui recensisce i numeri di TL]; CIMINO: UN MAESTRO VENEZIANO A NAPOLI[TOS 1965](25/7/2005)[art. di LUCA BOSCHI]; "LA SCRIVO, LA INCHIOSTRO" - LO STRANO CASO DEL VISIR DI PAPATOA[MD 31](1/2006)[art. di LUCA BOSCHI]; RODOLFO CIMINO, INVENTORE DI STORIE[MD 35](1/2008)[art. di ALBERTO BECATTINI].

Come tutti sanno, assoluto deriva da absolutus, che significa "sciolto", "slegato". Appunto Paperone vuole slegarsi dai vincoli che lo legano alla società civile, e in particolar modo i vincoli costituiti dalle tasse, che nell'anno in cui si svolge la storia lo depauperano di ben trecento milioni di dollari. La storia - che si apre con un magniloquente splash panel con funzione più che altro di copertina (caratteristica essenziale degli storyboards del Maestro friulano) - inizia con le sentenze espresse dall'imparziale e impassibile Giudice Gufo (avente alla sua destra un quadretto con la scritta: "Potrete evadere le tasse ma non dalla prigione, dopo!"), un personaggio - col tempo consolidatosi  nel mondo disneyano - i cui caratteri somatici variano di volta in volta, anche in misura minima, e che compare sin dagli anni '40 in BARKS (che ce lo mostra - credo per la prima volta - nel 1949, in PAPERINO E LA SCAVATRICE) e anche in autori italiani come GUIDO MARTINA e GIOVAN BATTISTA CARPI, che lo mettono in scena in PAPERINO E LE DELIZIE DEL CONDOMINIO (1957). Alcune volte tale arbitro di giustizia (senza un nome ben preciso tranne qualche caso raro, come in PAPERINIK E IL MARCHINGEGNO DELLA LUPARA ove è chiamato De Gufibus) può lasciarsi andare a manifestazioni di abuso di autorità dettate da una certa caparbia (come nella ciminiana ZIO PAPERONE E LA SALSINA DELLA SALUTE del 1991, in cui esige che Paperino gli esponga gli ingredienti della famigerata salsina), ma - che indossi il classico parrucchino o meno o che abbia o meno gli occhiali - il più delle volte si dimostra l'unico in grado di stabilire il giusto mezzo in assurde tenzoni che coinvolgono magari l'intera città (come le baruffe tra Paperino e Anacleto in PAPERINO E LE GUERRE DI QUARTIERE, sempre di CIMINO, del 1988) e di ridimensionare gli inconsulti e perniciosi appetiti di capitalisti come Paperon De' Paperoni: celebre a questo proposito è la sequenza di ZIO PAPERONE E LA PIANTA AZTECA in cui Paperone, avvedutosi che in realtà i documenti di cui è proprietario non sono lettere di credito ma cambiali a suo danno, sta abbandonando trafelato l'aula, ma il Giudice Gufo lo arresta con queste parole: "Impossibile! Mi avete chiesto di applicare la legge e la applicherò! Nel bene e nel male!". In PAPERON DE' PAPERONI VISIR DI PAPATOA il papero basettato, per ovviare al problema dei contributi che stando alle sue opinioni non rendono ("Come sapete mi hanno caricato di tasse con la scusa che devono provvedere alla difesa del mio denaro! Inoltre, poiché io non mi fido affatto del loro modo di difendermi sono costretto a mantenere un dispendiosissimo esercito privato!"), convoca l'avvocato Amilcare Posalaquaglia, leguleio con sospetto di intrallazzo (anticipatore dello scarpiano Cavillo Busillis, che CIMINO riprenderà varie volte anche col nome alternativo di Abbattilaquaglia) che gli consiglia di emigrare nell'allitterante Papatoa (un sobborgo neozelandese si chiama Papamoa, ma Papatoa è anche il nome del vento del sud, che soffia verso il nord nella rosa dei venti tahitiana), isola - che a rigor di logica dovrebbe essere collocata nell'Oceano Pacifico - indipendente in cui si ha bisogno di un reggente che stia al comando.
"Non mi fu difficile" racconta Paperone ai nipoti appena giunti nell'isola "ottenere, con adeguate regalie, la maggioranza al consiglio! E seguendo i consigli legali del caro avvocato, presi il potere nelle mie mani... Ed ora sono il visir dell'isola e i sudditi devono difendere gratis le proprietà dello stato che sono le mie!".



Qui sopra: tutti gli abitanti dell'isola di Papatoa hanno connotati decisamente umani (non sarà l'unico caso in SCARPA, che addirittura porterà all'estremo questa situazione in TOPOLINO E LA "MAGNON 777"), in linea con quanto farà in seguito anche GIORGIO BORDINI. Questa sequenza qui sopra , contenutisticamente parlando, è "diametralmente" opposta a quella successiva, quando gli eventi saranno stati già sconvolti irrimediabilmente dall'arrivo della Banda Bassotti.

 

 

  Qui sotto, la famosa scena dell'indigeno che divora la fotografia di Paperone:

 

 

 

 

  La storia è un molto ben costruito apologo socio-politico sulle conseguenze del potere, la presunta sicurezza del sovrano e la facilità elementare con cui il potere stesso frana a causa dei condizionamenti esterni che ne mettono in luce la fragilità e le debolezze, e CIMINO in questo campo toccherà l'apice in ZIO PAPERONE E L'ELMO DEL COMANDO del 1973, episodio in cui andrà a operare una visione altamente introspettiva della figura del sovrano e le dinamiche alla base del regnare.
LEONARDO GORI
ha redatto un autorevole e competente articolo su
PAPERON DE' PAPERONI VISIR DI PAPATOA - intitolato PAPERONE IN "POLITICA" - per il volume numero 39 della collana CAPOLAVORI DISNEY della COMIC ART. Purtroppo non ho mai avuto occasione di visionare detto articolo, ma non appena mi capiterà a tiro mi impegnerò a riportarlo in questa sede.


 Qui sopra, nella 1 vignetta, l'avvocato Amilcare Posalaquaglia, assurto al rango di ciambellano di corte. E' sufficiente che Paperone veda alzarsi la bandiera con su scritto "Siamo mercanti - Desideriamo commerciare" affinché lasci cadere ogni tentativo di difesa e avvii le trattative coi falsi commercianti; trattative che lederanno il popolo di Papatoa a tal punto da inimicarselo profondamente. I commercianti sono naturalmente i Bassotti camuffati (tra i cui numeri di matricola s'intravedono 12345 e 23456) in versione simil-orientale, che hanno intenzione di salire al governo per appropriarsi del tesoro di stato, costituito dalle ricchezze di Paperone.

 

 

  Alla fine tutto si rosolve in una bolla di sapone (si fa per dire): Zio Paperone costretto a fuggire sia dai Bassotti che dai suoi - ormai non per molto - sudditi. Si affanna per salvare il suo tesoro con grandi zatteroni, mentre i Nipotini, vere perle d'equilibrio (ma come fanno?) esprimono la morale della favola: "Chi troppo vuole nulla stringe", morale che spesso, insieme ad altre, nelle storie seguenti CIMINO sottintenderà senza citare esplicitamente:


 

 Curiosità:

- questa è l'unica storia disneyana in cui CIMINO ricopre il doppio ruolo di sceneggiatore ed inchiostratore;

- come si vede anche dalla tavola sotto, in un quadretto appeso nel deposito di Paperone,  è riportata ironicamente la scritta - riecheggiante il "T'amo pio bove" carducciano - "T'amo, pio cent...". Trovata scarpiana? E' possibile, dato che nelle storie disegnate da Scarpa dettagli di questo tipo, interni al deposito di Paperone, abbondavano, tanto da incitare il lettore a non tirar via con lo sguardo e cogliere anche i piccoli ma ricchi particolari all'interno delle vignette;

- compare una sorta di ventaglio - brevettato da Archimede -  con scritto: "Su, su, coraggio!", utilizzato da Paperone per riprendersi dopo che gli sono stati comunicati i trecento milioni di tasse che deve pagare;

- nel suo deposito a Paperopoli, in una sorta di barksiana stanza delle preoccupazioni, Paperone ha posto un lampione col cartello: "Lampione delle buone idee", e passeggia in circolo attorno ad esso;

- la tassa dello sbarco a Papatoa è di 50 cents, e neanche Paperino e Qui Quo Qua ne sono esonerati! In più, chiedere udienza al gran visir (Paperone) agli interessati costa altr
i 50 cents a testa;

- gli uomini al servizio del visir Paperone indossano elmi con visiera, mentre l'anziano papero una corona incorporata nella tuba da cerimonia. Egli si autonomina visir, dunque ciò potrebbe rafforzare l'ipotesi che l'isola di Papatoa si trovi in acque asiatiche (?). Nell'impero ottomano la carica di visir (o vizir), originariamente onorifica e riservata ai pascià di rango più alto, assunse il suo significato più pieno a partire dal sultano Orkhan Gazi (XIV sec.), che istituì l'ufficio di gran visir (primo ministro), assistito da un consiglio di visir minori. Tale istituto, sospeso nel XVIII sec, riapparve con le riforme del 1835, per essere soppresso definitivamente con la rivoluzione kemalista (da Mustafa Kemal, cui il Parlamente della Repubblica assegnò il cognome di Ataturk, "padre dei turchi").
Tutta questa parvenza di antichità che Cimino infonde al visirato di Paperone fa parte egregiamente della serie di situazioni che l'Autore friulano elabora  - incitando alla riflessione - ponendole in bilico tra la solennità e saggezza del mondo antico e le conseguenze degli eccessi d'autorità del medesimo.

- problemi causati dalla smania di comando di Paperone li riscontreremo anche in ZIO PAPERONE E IL KILIM DEL GRAN KALAM, del 1989, scritta da CIMINO per i disegni del COMICUP STUDIO.


- anche in ZIO PAPERONE E IL RICUPERO... ARMATO -  del 1973 e disegnata da GIORGIO CAVAZZANO - CIMINO immagina l'"astuta" fuga di Paperone dalle pressioni del consorzio civile, e anche in questa storia l'anziano papero deve vedersela con gli svantaggi della nuova situazione;  


 l'edificio paperopolese in cui è stanziato Zio Paperone - in PAPERON DE' PAPERONI VISIR DI PAPATOA - non ha nemmeno lontanamente la forma consueta del Deposito, ma è un palazzo; può darsi che sia un "deposito" alternativo (il cartello alla sinistra dei Paperi riporta: Grattacielo forziere - Alt!!")?:


Qui sotto, il giudice gufo:



Io possiedo questa storia nell'edizione su MD 31, e purtroppo devo ammettere che, nonostante lo status della testata, è un'edizione censurata, secondo me presa da GC 157.
Le modifiche che ho avvistato sono almeno 3:



2ª tavola, 5ª vignetta: "dinanzi a" pronunciato dal magistrato-gufo.


19ª tavola, ultima vignetta: una parte del fumetto dei Bassotti (di questa non ne sono sicuro);

28ª tavola, 3ª vignetta: qui la censura è palese. "Camomilla" al posto di un qualche alcolico. Ma da quando in qua la camomilla la si distribuisce nei barili? E poi, un effetto della camomilla non sarebbe certo la lingua penzoloni, come invece mostra di avere il guardiano al servizio di Paperone raffigurato nella vignetta.


Frasi peculiari:


Zio Paperone:
Zitti, nipoti... torno ora dall'ufficio tasse... gulp... ... mi hanno appioppato una cifra astronomica! Sigh!
Un Nipotino: Vergogna, zio! Dovresti essere felice di contribuire al benessere di tutti!


Zio Paperone: Così, per raccogliere la merce imporrò i tributi! Sono il visir e posso farlo!
Posalaquaglia: Personalmente ritengo la cosa più che legittima!
Paperino: Pare anche a me!
Un Nipotino:
A noi no, invece!


La copertina di GIUSEPPE PEREGO per AR 647, che ripete quasi in toto la 3ª vignetta della 14ª tavola della storia.







 
 

 

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 PAPERINO E L'OPERAZIONE "DIECIMILA"

 




Voto: **½




Disegni di GIOVAN BATTISTA CARPIAT 69 (1/9). Tav: 20col-b/n
Pers: Zio Paperone; Paperino; Qui Quo Qua; la Banda Bassotti.
Marchingegni: una macchina perforatrice - di proprietà dei Bassotti - somigliante ad una trivella per la ricerca del petrolio montata alla rovescia: ovviamente serve per forare il
pavimento del Deposito.
Rist: AR 725[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](29/9/1968)[pare che a causa del formato il numero delle pagg sale a 27]; I CLAMOROSI COLPI DELLA BANDA BASSOTTI[OMAGGIO ABBONATI](1973); SAPNS 39 (9/1983); IMP 30 (3/2007).
Art: UN MAESTRO COI FIOCCHI[ZP 203](8/2006)[art. di LUCA BOSCHI, ed è presente un non meglio identificato panel dedicato alla storia]


 

 3a storia di CIMINO per l'Almanacco Topolino, non si apre con la solita vignetta quadrupla a mo' di copertina (come già detto, è una soluzione grafica spesso assente in CARPI, anche quando espressamente formulata da CIMINO), bensì con una doppia, la quale mette in mostra il 3° congresso della Banda Bassotti. I congressi bassotteschi sono evidentemente organizzati in occasioni molto speciali, tant'è vero che i Bassotti ritratti (in questa storia senza alcun numero di matricola, tranne che nelle targhe dei camion, che hanno le scritte Bas. 12, Bas 10...) sono 8 (il settimo in silhouette, sulla destra), anche se nel resto della vicenda non ne compaiono più di 4 alla volta; la circostanza è il progetto di un piano finalmente perfetto per svaligiare il deposito di Paperon De' Paperoni senza il rischio di ricorsi legali da parte del proprietario dei beni. Per farlo, allestiscono l'Impresa Bassotti export/import proprio dinanzi al Deposito di Paperone (deposito diverso da come CARPI l'aveva delineato in PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO dell'anno precedente). La storia dunque è incentrata sulle indagini che Qui Quo Qua svolgono sui curiosi spostamenti degli zelanti fratelli che ogni giorno portano un carico di casse di piselli dal loro deposito alla nave Lampo, che ha come meta il Brasile (a proposito: sui loro autocarri compare a volte la scritta "Anonima Bassotti" e a volte "Impresa Bassotti").
  

 

 

 Qui sopra: la nuova attività dei Bassotti che fiorisce ai piedi della collina non può che tenere sulle spine Paperone. Ci mancherebbe altro: da che mondo e mondo Zio Paperone non dà mai credito ai presunti ravvedimenti dei Bassotti, neanche per tutto il quarantennio che segue quest'avventura. 

 

 

Nel titolo, CIMINO rende fulcro dell'intreccio l'applicazione al tetto del Deposito di diecimila aspirapolvere, aventi la funzione di risucchiare le monete un momento prima che i Bassotti, perforando il pavimento, se ne approprino. 
Uno dei Nipotini osserva: "Questo progetto mi sembra troppo macchinoso! Ho dei dubbi in proposito!", ed effettivamente, come in
PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO, saranno Qui Quo Qua che, mentre i parenti si disperano (memorabili le manifestazioni affettive dello Zione nella sequenza della fallimentare perquisizione nel magazzino dei Bassotti ad opera della polizia, e l'incisivo uso di CARPI delle silhouettes scure in questa stessa sequenza), a loro insaputa fanno in modo che il piano degli imperterriti ladroni non vada in porto, o meglio... che resti al porto! 
Solo nel finale, dopo le tese vicisstudini dell'intreccio, ci viene svelato il piano dei Nipotini, e - come
PAPERINO E LE TROMBE DI GERICO - Paperino si ritrova lo Zione alle calcagna che lo costringe a risarcirlo dell'infruttuoso affare che gli ha suggerito, cioè l'acquisto degli aspirapolvere che comunque non hanno impedito l'arraffamento del denaro.
La vicenda si chiude con una ricca vignetta quadrupla:

 

 

 Tale storia si ascrive a pieno titolo in quel tipo di vicende in cui CIMINO rinuncia all'avventura pura o a particolari voli filosofici o poetici (parlo soprattutto delle storie successive, dato che con L'OPERAZIONE "DIECIMILA" siamo in ogni caso ancora agli inizi), ma costruisce in maniera "semplice" ambiziosi progetti di furto e attente indagini, come succederà in ZIO PAPERONE E I FANTASMI ALATI (1968). Di recente possiamo trovarne un esempio, parzialmente, in ZIO PAPERONE E I VAMPIROBASSOTTI (2009).

 


Curiosità:



- per analizzare la terra contenuta nei barattoli di piselli dei Bassotti, non è necessario rivolgersi ad Archimede Pitagorico: bastano Qui Quo Qua, i quali svolgono il loro compito perfettamente per mezzo del Piccolo Chimico, accompagandolo con un libercolo: è il famoso Manuale? Bisogna tener presente che in una vignetta uno dei Nipotini asserisce, riferendosi a se stesso e ai fratelli: "E' dovere di ogni Giovane Marmotta" restituire gli oggetti trovati ai legittimi proprietari!"

 


- in una sequenza iniziale, Zio Paperone, dopo aver discusso coi nipoti, d'un tratto non si spiega come abbiano potuto accedere al deposito: è una sequenza simile a quella iniziale della barksiana ZIO PAPERONE E LA STELLA DEL POLO (1951-52), in cui Paperino riusciva a entrare nel Deposito a causa della smemoratezza dello zio;


- la macchina perforatrice dei Bassotti, trovata dai Nipotini nella prima intrusione - del tutto casuale - nel loro magazzino:


- una curiosa stanza dei pensamenti



Nel 1964 (quindi 2 anni dopo la 1ª pubblicazione), PAPERINO E L'OPERAZIONE "DIECIMILA" viene ristampata in Australia sul n. 325 dei GIANT (G SERIES), e addirittura la copertina del volume è dedicata ad essa. Per realizzare il disegno, però, viene fatto un collage (non so se i disegni di CARPI siano stati lucidati o meno): la copertina è dunque costituita da Zio Paperone per come è posizionato nella 5ª vignetta della 3ª tavola della storia[mi riferisco alla disposizione delle tavole nella 1ª edizione] - il sacco di denaro alla sua sinistra è però posto più in alto che nella vignetta originale - e dai 2 Bassotti per come lo sono nella 5ª vignetta della 14ª tavola (la faccia di uno dei Bassotti mi sembra un po' più allungata):


 

Censure: forse ce ne sono, ma non mi sento di doverle snocciolare prima che mi procuri l'AT originale e possa così avere sicurezza di ciò.

 

 Frasi peculiari:


Paperino: Piselli?!..Che bellezza, sono la mia passione! Pensate, ragazzi!! Sono ormai due ore che non tocco cibo!


Paperino: Che ne diresti di diecimila aspirapolvere appesi al soffitto!?
Zio Paperone: Paperino, l'ho sempre detto che sei un genio! Non per niente sei mio nipote!

 


Zio Paperone
: Aiuto! Polizia! Pompieri! Auricidio!

                          Pronto, commissario? Correte, presto! Mi hanno devitaminizzato!

 

Zio Paperone: Paperino, io corro! Paga tu il taxi!

Paperino: Non so perché... Ma quando prendiamo il taxi, Zio Paperone ha sempre fretta!

 

 

 

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  ZIO PAPERONE CAPORALE D'ASSALTO



Al momento non possiedo questa storia.

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  ZIO PAPERONE E IL DEPOSITO DIRIGIBILE

 

 

Attualmente questa storia non è in mio possesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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