Condividi l'articolo 1965-2: 1965 ...
1965
ZIO PAPERONE E LA RESINA D'ARABIA
Voto: ***
Disegni di ROMANO SCARPA (M), GIORGIO CAVAZZANO
(I); TL 493 (9/5). Tav: 28; col.
Pers: Zio Paperone, Brigitta; Filo Sganga; il sultano Holagot; il signor Porcellinis;
Amilcare, dipendente di Paperone.
Rist: AR 919[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](18/6/1972); CD 211 (6/1994);
R-CD 24; GCD 175[*?](6/2001); IN VIAGGIO CON
PAPERONE[*?](3/2008).
Art:
UN ANNO IN PRIMA PAGINA[TOS 1965](25/7/2005)[recensione, di MASSIMO MARCONI, dei numeri di TL del
1965].
Storia veramente fondamentale per il percorso tutto personale che CIMINO sta intraprendendo negli anni '60. Egli ha già deciso come impostare le avventure paperopolesi.
Zio Paperone è delineato con un carattere più complesso a sfaccettato, sebbene lo scavo psicologico si spinga ancor più in profondità dopo LA RESINA D'ARABIA, con risultati ancor più sorprendenti.
LA RESINA D'ARABIA è una tappa fondamentale per vari motivi: innanzitutto, è in quest'occasione
che CIMINO riprende i personaggi Brigitta e Filo Sganga creati da ROMANO SCARPA qualche anno prima; ed è l'inizio di una lunga serie di episodi in cui la neo-coppia (infatti i 2 formano sin da questa storia una
stabile società) ingaggia memorabili battaglie commercial-finanziarie col Creso di Paperopoli, segno forse che CIMINO aveva
molto apprezzato la storia di impianto similare scritta e disegnata da SCARPA nel 1963, la famosa ZIO PAPERONE E LE LUCCIOLE INDUSTRIALI.
La Brigitta de LA RESINA D'ARABIA non è né più né meno dell'analoga scarpiana;
ecco perché la storia potrebbe porsi tranquillamente in continuity con gli episodi scarpiani; Filo Sganga è diventato meno disonesto e meno carogna dai tempi
dell'esordio in ZIO PAPERONE E IL RATTO DI
BRIGITTA (1961), anzi è un po' più simpatico (non troppo, però). Difficile dissentire dalla constatazione di Brigitta (a proposito, i 2 si parlano come se 4 anni prima Sganga
non l'avesse rapita per i suoi fini) quando gira nervosamente per le vie cittadine dopo esserle sfumato un'ennesimo tentativo con Zio Paperone: "Oh, quel pasticcione di Filo
Sganga!".
Amilcare, impiegato dello Zione, tra le sue mansioni ha anche quella di depistare Brigitta durante le uscite di Paperone dalla propria casa (a proposito, in questa storia Zio Paperone risiede in un non meglio identificato edificio che ha anche un piano terra): un compito che proprio non va a genio ad Amilcare, e ne ha ben donde!
Un eventuale elenco di tutte le sequenze e le battute memorabili create da CIMINO per questa storia, risulterebbe un elenco lunghissimo; noi ci proviamo, per quanto sia sfortunatamente probabile che qualcosa vada omesso.
Si comincia dalla deviazione di Paperone nei bassifondi di Paperopoli per evitare di venir accalappiato dalla "pestifera Brigitta"; in seguito a tale deviazione, lo Zione si ritroverà a pagare il pedaggio per "attraversamento della zona d'influenza" di vari tizi ivi accampati, tra cui l'abile "Pablito, il Caballero exquisito".
Effettivamente, per risolvere l'annosa questione Brigitta, quella di eluderla non sembra essere la soluzione giusta per Paperone. Le cose non
andranno bene neanche nella spassosissima sequenza col tapino impiegato Amilcare, costretto da Paperone ad assumerne le sembianze per farsi
inseguire da Brigitta al posto suo: "Sob, non chiedetemi questo! Quella è caricata a dinamite!".
Però Zio Paperone e Brigitta non sono fortunati nemmeno nei confronti diretti: vedasi gli "scambi di opinioni" nella 7ª tavola e nella coppia di tavole 14-15 (memorabile il guanto di
ferro col quale Brigitta chiude il dibattito).
Nelle storie di CIMINO, sono diverse volte scontri in cui Paperone sembra stia lì lì per dare sfogo ai suoi sentimenti più genuini sotto la scorza di irrinunciabile avaro.
Un ricordo particolare per le riflessioni di Brigitta nella 12ª tavola, che l'abile SCARPA (in questa storia più che mai paragonabile al tratto di BORDINI) pone di spalle, materializzandone i pensieri alla sua destra: Zio Paperone accondiscendente alle amorevoli cure della premurosa papera. Sarebbe legittimo supporre che allo Zione ciò non dispiacerebbe?
In ZIO
PAPERONE E LA DOPPIA TENZONE (uscita 6 mesi dopo LA RESINA D'ARABIA) Brigitta
sarà l'amorevole infermiera di Paperone materialmente, anche se lo Zione saprà solo all'ultimo minuto che l'infermiera che lo ha assistito è la temuta papera.
SCARPA modella, su sceneggiatura di CIMINO, anche il cattivello sultano Holagot, che però compare in relativamente poche vignette.
Affetto da una terribile gotta - ovviamente Ho-la-got(-ta) - ("Via, andatevene! La vostra presenza agita l'aria e questa colpisce la mia gamba dolente!! Andate e... guai a chi mi disturberà!!"), si diverte alle spalle di Filo Sganga e Zio Paperone, indicendo una sfida fra i 2: il vincitore si accaparrerà la fornitura della famosa Resina d'Arabia, utile sia allo Zione che a Filo per la realizzazione delle lacche per capelli Robur (fabbricata da Brigitta e Sganga) e Fortitudo (di Zio Paperone); la prima lacca ha un netto vantaggio sulla seconda solo per il fatto che a dirigere l'intera organizzazione - quindi anche il settore pubblicitario - è l'abile e grintosa Brigitta. Solo che ad un tratto la fornitura di Resina d'Arabia viene sospesa senza apparente motivo, e l'unico importatore di Paperopoli - Porcellinis, character dal classico e intercambiabile volto suino di cui Sganga fu compagno di scuola, e Paperone fu il suo primo cliente - fornisce ai 2 contendenti l'indirizzo del sultano Holagot, unico produttore.
La sfida tra Paperone e Filo indetta dal sultano, è solo un modo per divertirsi, dato che la Resina non è più fornibile poiché gli alberi che la producevano sono seccati un mese prima.
Finale non molto romantico, ma in tema con un personaggio - lo Zione - che tenta di affermare caparbiamente la propria personalità.
Ricordiamo almeno altre due sequenze, temporalmente molto vicine tra loro: una è quella intorno alla tattica del "signore
distratto", cui ricorre Zio Paperone ogniqualvolta vuole entrare in un posto senza possedere il regolare biglietto ("Ma... sapete... Non riesco a trovarlo... Devo averlo
smarrito... o forse la governante lo ha gettato..."); utilizzerà questa tattica - ma non andrà a buon fine - anche per tentare di intrufolarsi nella sala dove Brigitta e Filo hanno
organizzato l'inaugurazione della loro super lacca Robur; l'altra sequenza si svolge nella medesima sala, quando, dopo aver Sganga e Brigitta dichiarato che i flaconi di super lacca saranno
distribuiti in qualità di campioni a tutti i presenti, e gratis, i paperopolesi, accecati dalla pubblicità fatta al prodotto, si lanceranno con frenesia sui valletti che portavano loro i vassoi
coi flaconi, svuotando i vassoi e lasciando i due poveri valletti sul pavimento, con contusioni multiple.
Qui a sinistra, la reazione di Paperon De' Paperoni e Filo Sganga alla confessione del sultano Holagot che la sfida da cui i due hanno ricavato un grosso mal di testa, in realtà era tutto un gioco con cui il sultano e i suoi hanno voluto divertirsi; infatti Holagot non può fornire la resina né a l'uno né all'altro, causa alberi seccati.
Il piede che riceve la doppia batosta, gli era appena stato curato da una Brigitta novella
infermiera (silhouette a sinistra, sullo sfondo).
Curiosamente, il terzetto composto da Zio Paperone, Brigitta e Filo Sganga, sarà alla ricerca di un elemento fluido e untuoso anche in una storia successiva, disegnata da SCARPA ma stavolta su una sceneggiatura di proprio pugno, cioè ZIO PAPERONE E LE PALME DA COLLA (1976), in cui sembra un po' che lo scarpiano Toucky Toucan sostituisca il ruolo che fu di Porcellinis nell'avventura ciminiana di 11 anni prima.
Lo sfondo di ZIO PAPERONE E LA RESINA D'ARABIA è quello della moda e anche della pubblicità.
In un burrascoso tête-à-tête con un branco di ovini in Arabia, Filo Sganga cita gli italianissimi intermezzi televisivi della RAI, i cui
protagonisti inizialmente erano proprio greggi di pecore al pascolo.
La copertina di AR 919, dove fu ristampata per la prima volta la storia di CIMINO e SCARPA:
Frasi peculiari:
Brigitta: Sai... Ho riflettuto! Voglio proporti una tregua! Abbandonerò la società con Sganga, così non ti daremo più fastidio! In cambio non ti chiedo... ...che un semplice Sì!!
Zio Paperone: Ma certo... Sì! Sì! Sì!
Brigitta: Un momento, il Sì lo dovrai pronunciare davanti akll'ufficiale di stato civile!
Zio Paperone: Che???
Zio Paperone: Valle a capire, le donne! Prima voleva essere la mia tenera infermiera, poi mi ha reso infermo...
Filo Sganga: Buono, buono! Sono un ammiratore degli
ovini! Lavorate così bene negli intervalli televisivi!
____________________________________________________________
PAPERINO E IL BALSAMO DI NARVALO
Voto: ***
Disegni di GIORGIO BORDINI; TL 496 (30/5). Tav: 22; col.
Pers: Paperino, Qui Quo Qua, Zio Paperone, il vecchio Olaf; il dottor Smith della Clinica Massaggiatoria De' Paperoni.
Rist: AR 922[con copertina di GIUSEPPE PEREGO dedicatale](9/7/1972); CD 137 (4/1988); GCD 201 (8/2003).
Storia dall'apparenza piuttosto "semplice" che ci presenta uno dei classici tentativi di ascesa di Paperino come quelli presentati BARKS (vedi ad esempio PAPERINO E LA MACCHINA DEL PENSIERO, peraltro accomunata col BALSAMO DI NARVALO per il tema del viaggio "di successo in affari" nelle perigliose acque glaciali).
Quello in questa storia di CIMINO è un Paperino svincolato per un momento dalla connotazione di anti-eroe che lo caratterizza per esempio nel capolavoro di inizio anno PAPERINO E I DRAMMI DEL SOTTOSUOLO; è dunque un Paperino che medita di essere la vera grande guida, spirituale e finanziaria, del suo nucleo familiare, e di portare a casa qualcosa di più di una semplice pagnotta. La pagnotta gli è garantita dallo stipendio (quanto fisso, conoscendo lo Zione?) per un "semplice" ma faticoso posto di pulitore nella grandiosa Clinica Massaggiatoria di Paperon De' Paperoni, che è, se non l'unica, la più prestigiosa della città, e in cui molto probabilmente il Vecchio Cilindro ha convogliato i massimi esperti del settore, con risultato massimo rendimento.
Il fior fiore - in termini di portafogli - della cità è infatti la clientela abituale della clinica, e nella 7ª tavola giunge puntuale ma matura constatazione degli smaliziati Nipotini di fronte a Paperino: "Zio Paperone cura già con ottimi risultati (per le sue tasche) i sofferenti di Paperopoli!". Già, perché all'onesto Paperino le limitate mansioni di uomo, cioè papero, delle pulizie - e in un'occasione di vice-massaggiatore (con risultati deleteri per la propria schiena, vedi la 5ª tavola) - stanno stretti e non ne sopporta le conseguenze fisiche.
Vuole un "lavoro di concetto", dice (5ª tavola), e intravede uno sbocco favorevole carriera non appena entra in contatto col peculiare balsamo del titolo, prestatogli per lenire i dolori dall'amico dal nome nordico Olaf, un anziano marinaio a riposo.
E' così che Paperino intravede i vantaggi di una brillante carriera: aprire una clinica ove curare i clienti col "balsamo di narvalo", composto da grasso di narvalo e tritume di baffi di tricheco.
Non avendo i capitali necessari per organizzare una spedizione polare in grande stile (nessun ricco finanziatore ha fiducia in lui: nemmeno Paperone, che possiede già una clinica massaggiatoria, intende aiutarlo), tenterà di trasportare 2 esemplari di narvalo fino a Paperopoli, di modo che i ricconi si convincano dell'efficienza del prodotto.
| February 2012 | ||||||||||
| M | T | W | T | F | S | S | ||||
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||||||
| 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | ||||
| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | ||||
| 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | ||||
| 27 | 28 | 29 | ||||||||
|
||||||||||