Disegni diGIORGIO
BORDINI; AT 229 (1/1). Tav: 28; col-b/n. Pers: Paperino; Gastone; Qui Quo Qua; l'anonimo vagabondo; il giudice gufo; i fratelli Alì e Babà; l'emiro Zolì
Tapì.
Marchingegni: uno scitandem.
Rist: SAPNS 27 (9/1982).
La storia si apre, più che con uno splash panel, con una vera e propria splash page, che cioè occupa l'intera
tavola, fungendo da copertina in toto. Il soggetto della tavola introduttiva è piuttosto semplice ma molto adatto a "fermare" in un istante la "disposizione d'animo" della storia, con
Paperino che sente sulle proprie spalle il peso del suo contraltare e del destino.
Nella pagina immediatamente dopo, la scena è ambientata nel giardino di Paperino, che, com'è tradizione (molto spesso nelle ciminiane degli anni Settanta per esigenze narrative), si trova ai piedi
della collina del deposito del ricco parente (che in questa storia né si vede né si "sente"). Tra la casa di Paperino e l'imponente struttura dello zio (notevoli le differenze di dimensione!) vi è
un immenso spazio aperto, che permette dunque un'ottima visuale del Deposito. E' appunto dal giardino di Paperino che Qui Quo Qua attendono con ansia il ritorno "aereo" dello sfortunato zio, ben
consci che la sua richiesta di un prestito al ricco parente non può concludersi altrimenti che con un'espulsione dalla sua roccaforte.
Questa però avviene, una volta tanto, non per vie aeree, ma sotterranee: dopo inspiegabili tremori, Paperino sbuca dal terreno, amareggiato.
Questa storia è purtroppo poco conosciuta per l'esiguità delle ristampe (trattandosi di una storia dell'AT incorre in questo rischio), ma
nel panorama ciminiano è significativa perché presenta l'emblematica tesi dei segni opposti, esposta da un maturo vagabondo che transita nei paraggi
della dimora di Paperino.
La misconosciuta (da Qui Quo Qua) tesi dei segni opposti si basa sulla credenza che alcune persone (non tutte, a quanto pare) portino un segno sulla fronte, o positivo
o negativo, la presenza del quale consente di capire come si trascinerà l'esistenza dell'individuo in questione. Il + indica una vita positiva colma di appagamenti, mentre il
-si è segnati" ha avuto una consistenza così materiale. Infatti, provocando una caduta a Paperino e Gastone, Qui Quo Qua si accorgono della validità della tesi: percuotendo
i 2 parenti il cranio sul marciapiede, mostrano i 2 segni contrastanti, l'uno il +, l'altro il -.
Questa storia è una delle più pessimistiche di CIMINO, in cui Paperino e Gastone si fanno protagonisti di una conflittualità
cosmica, come fossero fratelli che il Fato impone si muovano come eroi tragici e allo stesso tempo comici. Alla fine delle imprese l'eroe segnato negativamente - Paperino - constaterà la sua
impotenza di fronte all'inarrestabile potenza del destino: forse perché non ha scelto i metodi giusti per contrastarla?. Comunque la soluzione prospettatagli prima dal vagabondo e poi dal
giudice gufo sembrava l'unica da adottare per porre fine alla regolare scalogna: spinto dai Nipotini, Paperino ricorre infatti all'atto del 1749tutto il contrario: poche volte, come in questo caso, il detto "promulgato da un sindaco "ferrato in
materia", di nome Astrolabio (non viene specificato se sia sindaco di Paperopoli o meno, ma penso che logicamente dovrebbe essere dei paraggi).
L'atto impone che chi ha il segno positivo debba versarne una parte al consanguineo meno fortunato, formando con quest'ultimo un'associazione astrologica, chiamata "Afferra & Dividi;
Dividi & Afferra":
La sfortuna e lo smacco si trasformano, nel corso della vicenda, in una vera e propria catastrofe e sconfitta di Paperino, seminata già dall'inizio:
- constatando che Paperino non viene espulso dal Deposito nei tempi regolamentari, Qui Quo Qua pensano che la richiesta di un prestito al ricco zio abbia una volta tanto avuto successo:
improvvisamente Paperino sbuca dal sottosuolo;
- la sentenza dell'anziano vagabondo riguardo il segno del destino di Paperino: "Non c'è nulla da fare, ragazzi! Proprio nulla!", anche se comunque subito dopo tirerà in ballo l'atto di
Astrolabio;
- durante la prima attività della neonata società Paperino-Gastone, che si svolge al parco, Gastone guadagna migliaia di dollari in autonomia rispetto alla società, evitando così il soddisfacimento
della richiesta di una percentuale da parte del cugino;
- l'insuccesso del commercio dei tappeti orientali, insuccesso che si trasforma in pericolo all'arrivo dei 2 a Trebisonda (dunque in Turchia) per ricevere il
pagamento (insuccesso da cui Gastone viene però ricompensato);
- l'abissale differenza delle condizioni di viaggio dei 2 cugini sulla nave diretta a Trebisonda;
- il fatale insuccesso dell'impresa sullo scitandem.
Verso la fine, tocca il tasto della drammaticità una frase di Paperino: "Possibile che debba sempre finire così?", mentre suona beffarda la speranza del
vecchio vagabondo che, nella tavola finale, si rifugia con Qui Quo Qua (che avevano suggerito a Paperino la formazione della fallimentare società e che per questo sono inseguiti con un randello
dallo zio) in un paesaggio brullo. Egli dice infatti pensando a Paperino: "Speriamo che la sfortuna non lo abbandoni proprio ora! Potrebbe trovarci!"
Una delle storie di CIMINO più beffarde e dal retrogusto più amaro, e sicuramente una delle avventure più difficili da sopportare
per Paperino, dato che è una eterna sottolineatura del suo destino.
In effetti, si può concludere che l'odissea di Paperino in questa storia è quella di un uomo che vede frustrato ogni naturale tentativo di vincita, a causa della mancanza d'aiuto da parte del
prossimo che glielo negherà sempre e comunque, di fronte a una società forse troppo incapace nel rendere fertile il suo duro cammino. E' comunque, forse, una delle ciminiane più complesse da
decifrare.
Curiosità:
- a Paperopoli, i commercianti di tappeti orientali per cui lavorano Paperino e
Gastone sono i 2 fratelli Alì e Babà;
- a Trebisonda, il personaggio barbuto nell'abitazione del secondo
emiro (non Zolì Tapì), osservando il suo duraturo singhiozzo prevede che "dovrà subirlo fino al tempo del gran viaggio!";
- lo scitandem con cui Paperino e Gastone gareggiano in coppia è costruito da Paperino nella propria rimessa;
- un conflitto... astrologico fra Paperino e Gastone era già al centro dell'ottima ciminiana PAPERINO E L'INTERSCAMBIO CEREBRALE (1965), storia in cui - più o meno come nella SOCIETA' IMPRODUTTIVA - a Fortuna e Sfortuna erano date connotazioni fisiologiche.
Lì però i 2 cugini non formavano alcuna società;
- questa storia anticipa le alleanze tra Paperino e Gastone delle storie tarde di CIMINO, come PAPERINO, GASTONE E LE "PECORE NERE"
DELL'ARKANDIA (2006);
- si possono notare, sin dall'edizione originale, alcune frasi scritte in maniera
differente, come se fossero modifiche: tra queste spiccano: la 5ª vignetta della 24ª tavola ("Lo giocherò! Ah, se lo giocherò!") e la 6ª vignetta della 25ª tavola ("Ti
spiumerò ciuffo a ciuffo! Intesi?").
- sull'INDUCKS questa storia presenta un codice con la
lettera S, che dunque la additerebbe come soggetto statunitense dell'Overseas Studio Program. In più, è riportato: DONALD
DUCK AND GLADSTONE AND THE IMPRODUCTIVE SOCIETY(title translated from Italian reprint). Eppure, guardando in basso a sinistra nella tavola di apertura, il codice è:
I - 229 - A, dunque dovrebbe essere in tutto e per tutto una storia italiana: un errore dell'INDUCKS?
- nessuna copertina italiana è dedicata alla storia. Tuttavia, allargando lo sguardo
all'estero (più specificatamente in Olanda) apprendiamo che MARK DE JONGE ha realizzato un disegno
dedicato alla storia per la copertina di OP AVONTUUR MET DONALD DUCK (STRIPGOED 15) dell'Aprile 1984. In particolare, il disegno si ispira alla sequenza dello scitandem:
Frasi peculiari:
Gastone: Imbroglione! Paperino: Come sei gentile!
Paperino [a Qui Quo Qua]: Sarò l'ombra di Gastone, accumuleremo montagne di carte di credito, statene certi!
Gastone: Mi chiamo Gastone e non tollero scherzi! Poliziotto: E io Putifarre e non scherzo mai in servizio!
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